Agnul alzò la sua lanterna a livello del capo e Mattia notò subito uno strano sbigottimento ne' lineamenti del bravo ragazzo.
--Signor padrone, venivo in cerca di lei. Mi immaginavo ch'Ella potesse essere ancor qui, come ogni sera.... Non avrei potuto aspettare domani per dirle.... È una cosa tanto curiosa....
--Ma via dunque, cosa è stato?
--Prè Zuan....
--Ebbene?
--Povero prè Zuan! È tornato.
Mattia non potè frenare un gesto di noia: per quanto quella notizia gli facesse piacere, non giustificava per fermo tutta la sollecitudine e il grande sbigottimento del ragazzo.
--Ebbene.... tanto meglio!
--Eh! sì, sarebbe meglio.... Ma se vedesse in quale stato!... Ero andato a dare un'occhiata ai cavalli come faccio ogni sera, poi stavo per recarmi a dormire, quando dalla porta della stalla--dalla piccola porta che dà sulla campagna--odo un certo rumore come di chi spingesse dal di fuori l'imposta, e poi, subito, due o tre lamenti lunghi.... ma così tristi, proprio come di un uomo che chiamasse in aiuto. Corsi subito a vedere e là, proprio sulla soglia, giacente in mezzo all'erba, ho trovato il povero nostro prè Zuan.... Se sapesse che male mi ha fatto a vederlo così! Magro, infangato, colla testa macchiata di sangue. Chi sa mai da dove viene, chi l'ha conciato a questo modo e come ha fatto a trascinarsi fin qui!... Lo portai dentro, lo distesi sulla paglia: mi guardava con due occhi.... con due occhi che dicevano tante cose.... Ho paura, povero prè Zuan, che questa volta non la scappa più!... Ma la cosa più strana principia adesso.... Quando feci per levargli il collare che portava ancora, notai subito un oggetto, che non capivo che fosse e che vi stava attaccato con un pezzo di spago. Era un rotoletto di carta.... eccolo qui!
E si trasse dallo sparato della camicia, aperta sul petto, un involtino che porse al professore.