Ed egli tese la mano sotto le gocciole della pioggia, che già cominciavano a cadere grosse e lente. Indi con molta cortesia:
--Morò-Casabianca,--proseguì,--è a due passi. Io spero ch'Ella vorrà accettare una breve ospitalità. I temporali in questa stagione durano tanto poco.... Ma avventurarsi ora....
Loreta non potè schermirsi. Era così naturale che non opponesse un rifiuto a quella profferta gentile, che ella rinunciò subito a farlo, tanto più che Agnul, il quale, al pari di tutti i contadini di quelle campagne, coraggioso d'indole si faceva piccino piccino durante le tempeste, le veniva da un pezzo ammiccando perchè ella acconsentisse. Di quel contrattempo il ragazzo a conti fatti avrebbe trovato motivo di consolarsi: alla fattoria un bicchiere di quel buono non gli sarebbe mancato, poi, dopo sì lungo tempo, non gli spiaceva niente niente di rivedere la sua vecchia nonna Mariute, l'unica parente che gli restava ed alla quale voleva bene a malgrado vivessero già da tanti anni separati.
Le due carrozze procedettero a passo spedito di conserva verso il palazzo e in meno di dieci minuti entravano sotto la vôlta dell'androne dove il fattore Beppo e le sue figliuole stavano attendendo.
Il conte, che aveva aiutato Loreta a scendere dal carrozzino, ordinò rapidamente al fattore di provvedere ai cavalli; poi, con molto garbo, invitò la signora ad entrare. La pioggia in quel momento cominciava a cadere con uno scroscio torrenziale, e il vento cacciandosi con veemenza nell'androne fe' sbatacchiare violentemente tutte le imposte.
--Vede, signora, se avevo ragione quando le dicevo che sarebbe stata imprudenza il voler continuare la strada.
--Infatti!--ella rispose brevemente salendo lo scalone, preceduta da una delle figlie del fattore.
Poco appresso, licenziata la fanciulla, si trovarono soli nella sala dei quadri, che il conte Alvise, in quei brevi giorni da che durava la sua dimora al paese, aveva scelto nel palazzo a suo luogo preferito.
Loreta, entrata appena, si guardò intorno con curiosità. Ella riconobbe quella sala, ricordando il giorno in cui parecchi anni prima c'era venuta in un pomeriggio d'aprile con Mattia, la signora Chiara ed il conte Mangilli. Nulla v'era di mutato: sempre al loro posto gli antichi mobili di noce, coperti di broccato veneziano: sempre in alto sulle pareti le vecchie tele che eternavano colla bellezza delle loro linee il nome e la gloria di Bertrando da San Genesio, il patriarca-guerriero.
--Ah! qui?--ella chiese naturalmente.