--Qui.... è il luogo dove io passo quasi tutte le mie ore. Ho scelto questo per tante ragioni: prima di tutto le memorie, anzi le leggende, che vi si connettono; poi.... la splendida vista che vi si gode.
Ella guardò dagli ampî balconi. Ma la scena non era più quella che un giorno le si era affacciata, beata e sorridente, de' campi in festa. Una bruma bassa e folta addensavasi sopra l'intero paesaggio: nel letto del Cormor, fra le due rive rocciose, l'acqua alta e giallastra scrosciava con sordo rumore fuggendo sotto le sferzate violenti della pioggia. Da lunge il brontolìo del tuono prolungavasi cupo, mentre da tutti i villaggi della vallata giungeva il suono affrettato e insistente delle campane, col quale i contadini hanno la superstiziosa credenza di scongiurare il pericolo delle saette.
--Brutta sera!--disse Loreta a un tratto come obbedendo macchinalmente alla sensazione ch'ella provava nello spingere l'occhio per la campagna sconvolta.
--Brutta sera....--esclamò dopo un'esitanza Alvise.--Per tutti, signora.... Per me solo, no, certamente.
E fissandola in volto con gli occhi lucenti, pareva volesse dirle con l'eloquenza dello sguardo quale profondo sentimento egli avesse inteso di celare sotto il velo di quella frase, che sonava in apparenza come un semplice madrigale.
Poi, subito, con grande effusione:
--Loreta,--mormorò,--non potete sapere con quanta ansietà io attendevo questo momento. Vi ricordate l'ultima volta che ci vedemmo.... sul colle di Fontanabona? Vi ricordate la parola che mi diceste nel lasciarci? Era la promessa di rivederci ancora. Ed oggi....
Detto ciò con voce commossa, egli s'arrestò per un breve momento:
--Se sapeste come mi sento ora felice!--soggiunse poi con impeto.
Ella lo guardò fissamente, come se quel linguaggio, che presupponeva in lei un'intenzione tanto diversa da quella ond'era animata, le fosse spiaciuto.