--Oh! Loreta,--esclamò subito,--come posso io dirvi la gioia immensa che voi mi avete recato con le vostre parole? Era questo che io voleva da voi: questo il supremo bene al quale io anelava!

Ma la donna, come se ad un tratto avesse riacquistata la coscienza di ciò che faceva, sciolse subito le proprie mani dalle mani ardenti di Alvise.

--Ah! che cosa mi avete fatto dire!... Lasciatemi, lasciatemi, Alvise!

--No, Loreta, non vi pentite della parola, che più forte di voi vi è sfuggita dal cuore. Sarebbe inutile ora: non potreste più togliermi la felicità che senza volerlo mi avete data! Il vostro amore, Loreta, il vostro amore.... È stata questa l'unica gioia della mia vita: è stato in esso il compendio di tutta la mia giovinezza. Tutto era morto con esso: non ebbi più nulla poi, nè un sorriso, nè una speranza, nulla. Comprendete ora il bene che mi avete fatto, Loreta.... lo comprendete?

--Il bene che vi ho fatto!--- ella ripetè lentamente. --No, Alvise. Sarebbe stato ben meglio se questo momento non fosse venuto. Per l'affetto che ci siamo portati un giorno, abbiamo sofferto entrambi abbastanza. Nell'incontrarci dopo tanti anni avremmo dovuto avere la fermezza di non ripensare più al passato. Voi, che siete uomo, che siete più forte di me, avreste dovuto darmene l'esempio; e quando avete visto vacillare quel coraggio che io mi ero imposta e che avevo ancor oggi varcando la soglia di questa casa, avreste dovuto sentire compassione di me, non trascinarmi a dire quello che in un momento di incoscienza ho detto....

--Loreta!--egli esclamò supplichevole perchè ella non continuasse.

--Tuttavia io non deploro la confessione che vi ho fatto. Ora sapete come vi ho amato.... sapete quanto per voi ho sofferto.... Ebbene, è in nome di questo amore che io vi rinnovo la mia preghiera, alla quale dovete porgere ascolto: lasciatemi, non turbate più la mia pace, dimentichiamo entrambi!...

--Lasciarvi? E lo dite da senno, Loreta! E lo stimate possibile?

--Esitereste?

--Lo chiedete! Dopo quanto mi avete confessato adesso, dopo questa beatitudine tanto agognata, potrei lasciarvi?... Ah! no. Questo non è nelle forze di un uomo. Non vedete, Loreta, non leggete negli occhi miei ciò ch'io provo?... In questo momento tutto ciò che è passato non esiste più per me: questa è stata la potenza grande delle vostre parole, che hanno tutto cancellato, che mi hanno in un minuto solo fatto dimenticare tutto ciò che è trascorso.... Loreta, è stato un brutto sogno il nostro: un sogno la nostra separazione, un sogno quello che abbiamo uno dell'altro creduto. Noi siamo tornati al tempo che credevamo non dovesse ritornare mai più: ai primi giorni del nostro amore.... vi ricordate, Loreta, laggiù alla villa d'Arsizzo: i dolci pensieri nostri, le nostre prime confidenze, i trepidi colloqui.... laggiù, coll'ansia di essere scoperti, dicendoci mille cose senza parlare, colle mani strette l'uno all'altra--così--nell'ombra verde del parco.... vi ricordate, vi ricordate?...