--L'ora è poco dicevole.... mi deve perdonare.

--Che dice, professore! Non permetto ch'Ella dica queste cose. Venga piuttosto qui e segga accanto a me.

--La ringrazio.

Sedettero. E per un momento rimasero tutti e due silenziosi, subendo un penoso imbarazzo, quasi nella prescienza che quell'incontro, improntato sulle prime di così scambievole cordialità, dovesse tramutarsi in una spiegazione per entrambi difficile e dolorosa.

--Signor conte,--disse pel primo il professore,--Ella deve essere sorpreso di vedermi qui a quest'ora, senz'un annuncio, senza nulla che potesse farmi attendere.

--Mi è sempre grato il vederla, professore. Tuttavia....

--Tuttavia Ella comprende che dev'essere un grave motivo che mi conduce qui?

--Un motivo grave?

--Sì, conte. E se non glielo avesse detto l'ora insolita.... Ella, che è esperto degli uomini e della vita, l'avrebbe dovuto leggere in quel turbamento, che io so di non riuscire, a malgrado di tutti i miei propositi, a dissimulare in questo momento.

--Non comprendo, professore.