--È strano!--esclamò Mattia amaramente.--Speravo mi potesse essere risparmiato il dolore di una spiegazione.
--Una spiegazione?
--Sì. Poichè non è possibile che Ella, conte, non mi intenda. Un suo sforzo di generosità, ora, sarebbe vano. Non servirebbe ad ingannare nessuno.
--Ma io ripeto, professore, che non la intendo. Tanto meno la intendo adesso, dopo queste parole.
La voce di lui, dicendo così, era leggermente alterata dall'emozione, ch'egli studiavasi di dominare.
--Mi comprenderà subito,--disse allora Mattia con una certa risolutezza.--A lei, legga!
E tratta dalla tasca interna dell'abito una carta, la porse al conte.
Questi la prese, la spiegò, lesse. Era il foglio di carta grossolana, trovato due notti innanzi legato al collare del Terranova ferito: la denuncia anonima, scritta con velenosa acrimonia contro Loreta Sant'Angelo ed Alvise Polverari.
--Ebbene?--mormorò il professore quando l'altro ebbe finito di leggere.
--Oh!--esclamò il conte sgualcendo con indignazione il foglio,--una infame vigliaccheria!