Eravi in queste sue domande febbrili, concitate, tanta effusione e tanta ansietà, che Mattia ne ebbe una dolce scossa in tutte le sue fibre.

Egli le schiuse le braccia, desiderando di credere, anelante di liberarsi dalla maledetta visione di poco prima.

--Mattia,--ella gli disse allora, abbandonata la faccia sull'omero di lui, con un accento vibrante di passione,--che cosa farei, Mattia, per poterti dare la felicità.... la più grande felicità!...

--Amami,--egli rispose.--E dimentica. Così saremo felici.... ancora.

Fu questa la spiegazione tra Loreta e il Sant'Angelo.

Ma nè l'uno nè l'altra ne uscirono coll'animo tranquillato.

Mattia, che in tutto quello che aveva detto era stato inspirato da una sincerità profonda, forzavasi invano a cacciare il pensiero sôrto a turbare l'illusione confortatrice, alla quale egli si era per un momento abbandonato. Loreta, dinanzi al contegno di quell'uomo buono, che illudevasi ancora, che ancora la riteneva degna del suo amore e della sua stima, sentivasi presa da un fiero disdegno contro sè stessa: era un inganno vile, era una usurpazione codarda di cui ella rendevasi ora colpevole; e si rimproverava la mancanza del coraggio per dire tutto, per confessare il suo fallo ed affrontarne tutte le conseguenze.

Ma indarno ella faceva appello disperatamente alla propria energia. Ad ogni ora che passava cresceva l'abbattimento in cui era caduta. E i fatti della vita domestica, che avevano già ripreso intorno a lei la loro abituale uniformità, lunge dall'arrecarle il più lieve sentimento di calma, non faceano che inasprire con implacabile insistenza il dolore inguaribile dell'anima sua.

Con Alvise non s'eran rivisti più. Fedele alla promessa fatta e conscio pienamente dell'obbligo suo di agire così, per quanto questo dovesse costargli, egli era partito. Solo, a supremo suo conforto, aveva egli fatto recapitare collo stesso mezzo sicuro, ch'egli aveva adoperato due o tre volte ne' giorni precedenti, un breve biglietto a Loreta. Poche linee soltanto: scritte con studiata concisione e tali da non portare compromissione soverchia se per caso fossero cadute sott'occhio d'altra persona, ma eloquentissime nella loro voluta semplicità. Era un addio risoluto: una supplicazione toccante perchè ella serbasse di lui, che andava lontano, ad una meta ignota, per non tornare mai più, una non ingrata ed indulgente memoria.

Loreta nel leggere questo foglio aveva pianto a lungo. Nè valse ad arrestare quelle lagrime, sgorganti con voluttà intensa dal suo cuore, il pensiero ch'esse erano una nuova offesa a quei doveri che suo malgrado era stata trascinata a calpestare così gravemente.