--Non agitarti, non parlare.... acquietati, Loreta.... Ella per un istante tacque, poi guardandolo sempre con malinconica fissità:

--Mattia, Mattia, perchè non mi hai lasciato morire? Io volevo morire.... Sarebbe stato tanto meglio se tu mi avessi lasciato morire....

Egli ebbe un senso di raccapriccio. Morire? Voleva morire? Ma dunque era vero ciò ch'egli aveva sospettato?... Era sì grande il rimpianto di lei per l'amore perduto?...

Si chinò sul letto, tremante, volendo ch'ella continuasse, ch'ella dicesse tutto, ch'ella gli confermasse ancora una volta la temuta verità.... Ma ella sembrò venir meno novamente: piegò con uno scatto repentino il viso contro il guanciale e, mentre gli occhi le si richiudevano, ricominciò a tremare, scossa da uno spasimo persistente.

Il medico venne. Esaminò l'ammalata, fece molte domande a Mattia, alla Vige, poi rimase visibilmente incerto. Ordinò qualche calmante, ghiaccio al capo: non poteva dir nulla, bisognava attendere il domani: certo che lo stato della signora lasciava adito a molte apprensioni: non lo nascose, per debito di franchezza, al professore: tuttavia non si esagerasse nelle apprensioni. E promise di tornare al domani.

La notte, trascorsa in una indicibile agitazione, non segnò alcun miglioramento. Il dottore, tornato all'alba, appena gittato uno sguardo sulla sofferente, apparve conturbato. Rinnovò il suo esame, con grande attenzione. Quindi, lasciate alcune prescrizioni, che raccomandò di seguire con iscrupolosa esattezza, nell'uscire con Mattia gli dichiarò di aver trovato l'ammalata in condizioni di molta gravità: un'infiammazione degli organi respiratorî s'era manifestata con una gagliardìa pressochè eccezionale, ma quello che più lo impensieriva era lo stato anormale del cuore, che (egli non sapeva se per congenita predisposizione o per cause efficienti del momento) presentava un'assai notevole irregolarità del suo funzionamento.

--Ma dunque è un caso disperato, dottore?--chiese trepidante il Sant'Angelo.

--Non si deve disperare mai fino a che la scienza può esperimentare i suoi mezzi e fino a che--soggiunse il medico con dolcezza--si è ancor giovani com'è la sua signora....

Il Sant'Angelo comprese il fine pietoso di quelle parole; ne sentì riconoscenza, ma nessun affidamento a sperare. Vedeva. Nell'immensa angoscia, ond'era divorato, sapeva di non essere sotto l'impressione pessimista, propria a chi si vede minacciato nelle cose più care: lo stato, in cui Loreta trovavasi, non lasciava, purtroppo, adito ad illusioni.

Allora, ogni altra idea dileguò dal suo spirito per lasciar luogo a quella del dovere: bisognava disputare alla morte il trionfo: gli pareva, che se ad ottenere questa vittoria fosse stato necessario un miracolo, egli avrebbe trovato le forze per compierlo.