Ma le ore passavano e passavano le giornate senza che alcun mutamento favorevole subentrasse nello stato dell'ammalata. A malgrado di tutte le cure, che si moltiplicavano intorno a lei con vigilante sollecitudine, il male progrediva nel suo corso fatale. Il medico pareva scoraggito vedendo come la fierezza del morbo persistesse ribelle a' mezzi più energici impiegati per domarlo. Lo stato di atonia perdurava costante in Loreta: cogli occhi pesantemente chiusi e la faccia infiammata, pareva che un'invincibile sonnolenza la tenesse: solo un respiro rantoloso, quasi rauco, frammezzato a tratti da suoni inarticolati, che forse corrispondevano alle torve visioni d'un sogno, continuavano a sfuggire dal suo petto.
--Che cosa sarà, dottore, che cosa sarà?
Il medico confondevasi, cercava delle frasi evasive, sperava in una crisi che poteva determinarsi nel settimo giorno, affermava di aver trovato (e l'indicava come un indizio favorevole) una tendenza migliorata nelle pulsazioni del cuore.
Ed una sera, alla vigilia appunto del settimo giorno della malattia, così ansiosamente atteso, il Sant'Angelo per un momento credette di veder verificate le previsioni del medico e la speranza ch'egli nutriva così caldamente. Quasi d'improvviso Loreta sembrò calmarsi, la sua respirazione si fece più regolare, il secco rossore che le affocava la faccia parve attenuarsi fin quasi a scomparire. E ad un tratto ella aperse gli occhi, lo vide, lo riconobbe, e con un rapido gesto lo chiamò a sè. Egli avvicinò il volto a quello di lei, sorridendole, coll'animo diviso fra la tema e la speranza. E fu allora che con voce malferma--una voce che a Mattia sonò nuova, come quella di persona ignota,--ella con molto sforzo potè profferire poche parole:
--Mattia.... vedi, la morte, che io ho chiamato, sta per venire. La sento che viene.... Ma tu non maledirmi quando saprai perchè ho desiderato la morte.... Ho voluto che tu sapessi tutto.... Ho confessato tutto.... Vedrai: là.... là....
E colla mano pallida e coll'occhio brillante di una strana luce indicò la scrivania tra le due finestre.
Egli esitò.
Ma Loreta insistette ancora, mentre le forze visibilmente le si venivano esaurendo:
--Là....
Egli comprese, andò al tavolo, cercò fra gli oggetti sparsi, aperse uno o due cassetti; finalmente nel piccolo tiretto, ove sapeva ch'ella conservava i suoi ricordi, trovò il piego chiuso, colla soprascritta a suo nome.