La signora Chiara la riconobbe, si fermò un istante e la salutò coll'affettuosa espressione dialettale, che è d'uso comune in tutta la campagna friulana:

--Mandi, Mariute. Come va?

La vecchia si scosse, si levò in piedi e ravvisando la signora Sant'Angelo:

--Mandi, signori. Va poco bene. L'inverno è stato assai cattivo....

La Sant'Angelo stette ad udire benevolmente le lamentazioni della vecchia dicendole qualche parola di conforto.

Era un tipo spettrale: alta, magrissima, con una faccia ossea e due grosse ciocche di capelli arruffati, ricadenti dalla fronte, sotto le pieghe di un fazzoletto giallo, gettato sul capo.

--Nonna Mariute,--disse il conte Leonardo avvicinandosi anche lui col suo abituale tono di canzone,--e come va colle vostre storielle? È tornato il conte Sebastiano?

La vecchia lo fissò coi suoi occhi grigi, illuminati da uno strano bagliore:

--Il signor conte mi burla, lo so bene. Ma non importa: quello che è vero è vero. Sì, il signor conte Sebastiano è tornato ancora. Torna sempre nelle notti di temporale, là su quel balcone: l'ho visto passare io venti volte, pallido, colla lunga barba, col volto pensieroso, là....

E accennava col dito verso la mole bruna del palazzo, segnando il balcone della stanza, in cui l'ultimo dei Morò-Casabianca era morto.