--Vi volli dir tutto,--egli concluse,--non perchè io lo creda; non perchè, ove fosse vero, io ve ne terrei carico. Il mondo è mondo. Noi diciamo con un nostro proverbio che l'aghe rovine i puints e il vin il çhav... [1], ma più del vino rovina il capo l'amore. Disgrazie queste.... possono capitare a ognuno.... anche a me, che sarebbe tutto dire! Ma poichè ci va di mezzo col vostro nome il nome di una donna.... e che di questa si dicono le cose più tristi, sta bene che almeno voi abbiate gli occhi aperti e vi sappiate regolare!

[Note 1:][ (ritorno) ] "L'acqua rovina i ponti e il vino il capo."

Mattia a quella narrazione restò tutto sconcertato. Le parole rudi del conte, che senza mendicare perifrasi chiamavano le cose col loro vero nome, gli avevano dapprima messo il fuoco alle guance e alla fronte. Il comprendere che il suo segreto, ch'egli credeva da nessuno sospettato, fosse stato già scoperto e fatto argomento di bassi commenti, gli recava un profondo rammarico. Ma questo sentimento fu quasi cancellato al pensiero che il nome di Loreta, di quella donna gentile e buona, ch'egli adorava e stimava, fosse trascinato così nel dileggio con una diceria codarda ed oltraggiosa.

--Chi? chi?--egli chiese a un tratto stringendo le pugna, con un trasporto di collera, che contrastava in modo singolare colla sua indole pacifica e mite.

--Chi?--rispose il conte, fermandosi per non dire il nome che il suo sdegno di uomo onesto gli sospingeva al labbro.--Chi? Tutti e nessuno. La rana che gracida nel pantano, ma il cui grido insistente, che viene dall'ombra, tutti possono udire.... Per questo: occhi aperti, diffidenza con tutti. Uomo avvisato mezzo salvato!

IX.

Le cose risapute dal Mangilli misero l'inferno nell'animo del professore; e se da un lato comprendeva di dovergli riconoscenza per quella prova di amicizia, dall'altro quasi dolevasi ch'egli non gli avesse risparmiato una pena così crudele.

Da principio, colla testa ancora in fuoco, ad una sola cosa egli pensò: scoprire i tristi che avevano messo in giro le calunniose voci, affrontarli risolutamente e costringerli a farne immediata ammenda.

Ma che tale proposito fosse inattuabile s'appalesò a lui stesso non appena calmato il primo bollore dell'ira. Come avrebbe egli potuto con sicurezza, per quanto guidato da fondati sospetti, chiedere ragione a singoli individui di ciarle, che ad ogni ora trascorsa si spandevano sempre più vastamente nel paese? Poi in uno scandalo non sarebbe per avventura stato compromesso in modo ancor più grave il nome di Loreta, il nome stesso dei Sant'Angelo? E forse nella dimostrazione dei proprî risentimenti non avrebbero avuto conferma ed avvaloramento le dicerie circolate?

Queste considerazioni trattennero il Sant'Angelo da que' passi ai quali sulle prime erasi trovato spinto con istintiva veemenza. Ed anche da questo lato ebbe gratitudine al Mangilli dell'avernelo freddamente ammonito mettendogli sottocchio tutte le possibili conseguenze.