--Non bene, figlio mio. La vecchiaia è per sè stessa una brutta malattia.... Con tutto ciò, Iddio m'aiuta.... Vedete: lavoro....
--Fate male, Prè Letterio, ad affaticarvi.
--Che volete? Non posso farne a meno. Poi i miei poverelli avevano bisogno di me. Da due settimane non avevo potuto muovermi di casa. Dovevo bene, appena ne ebbi il modo, riparare a tanti giorni perduti.
--Benedetto voi, siete sempre eguale. Dovunque passate tutti vi debbono benedire.
--Non dite queste cose, Mattia: non mi piace di udirle.
--Non è forse la verità cotesta? E d'altronde non la dicono tutti? Perchè dovrei tacerla io, che vi debbo tanto, che non posso dimenticare il bene che avete sempre fatto alla mia famiglia; io, che anche oggi, venendo qui, entrando in questa vostra pacifica casa, ho sentito tanta dolcezza? Se sapeste, don Letterio, il bisogno che ne avevo!
Il vecchio ebbe un sorriso buono sul suo volto pieno di serenità.
--Lo immaginavo, Mattia, lo immaginavo.
--Lo immaginavate?
--Sì.