--Si, in teoria, voi avete ragione. Sarebbe bello il poter ricambiare sempre col disprezzo la malignità. Ma potete voi, onestamente, chiedere ad una povera creatura, che è debole, che ha già patito, che ha bisogno di pace, di accettare una simile battaglia, in cui i nemici le si moltiplicheranno ogni giorno di contro e che le costerà ogni giorno più aspre ferite? E perchè dovrebbe questa povera creatura, quando non le sia negato di cercarsi altrove la pace, durare in cotesto cimento?

--Allora voi approvate quello che Loreta vuol fare?

--Se scorgessi un mezzo per mutare la situazione, che le circostanze hanno creato, avrei forse qualche esitanza. Ma così....

--Così?

--Debbo approvarlo non solo, ma consigliarlo e lodarlo. È il divisamento di chi si rispetta. E vi confesso che da questo momento, se compiango Loreta per la tristezza della sua sorte, sento accresciuta a cento doppî la mia stima per lei. È una buona, sventurata, esemplare donna....

Il professore ebbe un rapido sfolgorio in tutti i suoi lineamenti.

--Sì, questo sì,--riprese con sùbito trasporto,--buona, esemplare donna.... Io lo posso dire che l'ho vista per la mia casa, per la povera mia madre, ricca di tante tenerezze, capace di tanta abnegazione.... Vedete, don Letterio, io non posso adattarmi all'idea ch'ella debba abbandonare la mia casa: sarebbe un vuoto, che nulla potrebbe colmare, sarebbe per me una nuova sventura!

--Lo capisco. Ma allora....

--Allora....

E ripetuta questa parola come macchinalmente, il Sant'Angelo curvò il mento sul petto senza poter proseguire.