L'amica intese, si levò tosto, propose di far un giro tra la gente. E Loreta, afferrandosi alla mano, che la signora le porgeva quasi in atto di scherzo, si levò con uno stento ella pure.

--Vi ringrazio!--ella mormorò all'amica, la quale credette ad un momentaneo malessere,--vi ringrazio: mi sentivo tanto male!

E appoggiandosi a lei discese lentamente il colle, mentre gli altri, dopo aver vuotato l'ultimo sorso, levavansi chiassando per una freddura un po' salace che il conte Nardin, viste allontanarsi le signore, non si tenne più dal lanciare.

La sera intanto era discesa. I mercanti di balocchi, di dolciumi e di frutta avevano acceso delle lanterne sui loro banchetti; dinanzi alle baracche del circo americano e del carosello ardevano con larghe fiamme rossastre ed un fumaccio ammorbante alcune fiaccole di pece, e intorno allo steccato del ballo pubblico, ove in quell'ora parea concentrarsi il divertimento, spargevano un'allegra luce numerosi palloncini di carta colorata, pendenti in ordine architettonico dai festoni di mortella e in mezzo alle aste delle bandiere.

I musicanti pigiati nel loro palco faceano il proprio dovere con molta coscienza. Le vecchie melodie più note e gradite ai ballerini s'avvicendavano senza posa guadagnando in brio quello che lasciavano a desiderare per varietà.

E gli impresarî del ballo, intenti allo spaccio dei biglietti presso all'entrata dello steccato, avevano un gran da fare a raccogliere i soldoni di rame ohe all'attacco d'ogni nuova danza ciascuna coppia pagava salendo la piattaforma.

La comitiva dei Sant'Angelo, dopo aver attraversato il prato, sul quale ora da tutte le parti si cantava allegramente, s'era pure diretta verso il palco del ballo.

--Il conte ha da vedere il fattore Beppo come tien alta la vecchia rinomanza dei ballerini friulani!--aveva detto Mattia.

E s'avviarono tutti, facendosi largo in mezzo alla folla, che si stringeva intorno al palco e nella quale dominavano le giovani contadine, raccolte tutte insieme, col fiore in seno, ardenti nell'attesa dell'innamorato o del galante, che le venisse ad invitare pel giro.

E riuscì per verità uno spasso a tutti l'assistere ad una polca, ballata, non colle forme moderne, ma secondo l'antico e graziosissimo uso friulano, dal vecchio fattore. Magro, con la testa calva, col cappello di panno sotto l'ascella, tenendo per mano la ballerina,--una ragazzotta fresca e vispa, scelta fra le più belle,--il vecchio danzava con un gusto, con un'animazione ed una eleganza sì perfetta da destar l'ammirazione generale. Alla fine del ballo il pubblico applaudiva e bisognava vedere il sorrisetto di compiacimento con cui il vecchio lion campagnuolo, nella coscienza della propria maestria, ringraziava intorno, riconducendo pettoruto e svelto la sua ballerina.