--La mia meta era oggi, signora, la casa Sant'Angelo. Ho voluto prender la via dei campi. Dalla sua gastalda, che trovai sullo stradone, ho potuto sapere che il professore è andato a Collalto, ch'Ella era venuta a questa parte....
E s'arrestò un istante fissandola con intensità.
Loreta, turbatissima, fe' per rispondere, ma la parola male accattata le si spezzò sulle labbra.
Il conte allora volse uno sguardo in giro, rapidamente, come per assicurarsi della piena solitudine; indi avvicinandosi con molta vivacità:
--Vi ho detto l'altra sera, signora, che se voi non consentivate a darmi il modo d'incontrarvi, l'avrei trovato da me. Ho affrettato questo istante col più ardente desiderio. M'ero proposto di aggirarmi intorno alla vostra casa finchè mi sarebbe riuscito di potervi vedere, deciso, in caso contrario, ad ogni cosa, anche ad un atto di folle audacia. Ho avuto la fortuna per me.... vedete.... ed ora....
--Ora?--ella chiese con voce soffocata.
--Ora, Loreta, dovete ascoltarmi!
--No,--soggiunse lei debolmente,--no, non lo devo.
--No? E potete pensare che io possa adattarmi a questo rifiuto? Potete immaginare che dopo avervi ritrovata, dopo avervi riveduta in modo così strano ed inatteso, io possa rinunciare a dirvi ciò che è nell'animo mio, a chiedervi di voi, de' vostri casi, a ricordarvi il nostro passato? Ah! no, Loreta, voi non potete pensarlo.... Se siete giusta, se siete ricordevole, se siete pietosa, non potete domandarmelo....
--Il passato è morto. Voler ch'esso risorga sarebbe per voi ingeneroso, per me colpevole!