Egli scosse tristemente il capo.
--No, Loreta, non è così. Io comprendo il sentimento che vi spinge queste parole sulle labbra. Però, guardate, fosse pur vero quello che dite, credete voi che sia possibile di chiedere alle anime umane tanta forza di sacrificio, tanta virtù di abnegazione da soffocare ogni risveglio delle memorie più care, ogni voce più dolce della nostra giovinezza, quando in essa abbiamo lasciata tanta e sì viva.... la più bella, la migliore parte di noi stessi? No, non è colpa, nè mancanza di generosità. Potrà essere dolore: questo sì! Ma che importa se dopo quest'ora di dolore, potrà dissiparsi quell'ombra di tristezza e di dubbio, che ha intorbidato così penosamente la soavità delle nostre memorie e che nulla, mai più, avrebbe potuto distruggere, se oggi il caso non ci avesse fatti incontrare?
Loreta a queste parole si trovò impotente ad opporre una qualunque risposta. Il pensiero d'Alvise corrispondeva così perfettamente al suo pensiero: la voce di lui aveva trovato così bene la via del suo cuore, che ella si sentì disarmata.
Il conte tacque per qualche minuto e poichè aveva intuito ciò che passavasi nell'animo della donna:
--Vedete,--disse con molta lentezza,--voi avete compreso che io ho ragione. Non era possibile altrimenti. Nè d'altronde, fin dal momento in cui vi ho riveduta, non ne ho dubitato. Passano gli anni, mutano i destini, ma vi sono ricordi che nulla può cancellare!
--Lo credete?--ella esclamò amaramente.--Siete in errore. Che sia grave e straziante far morire certi ricordi, è vero. Occorre talvolta dare a questo scopo tutte le proprie lagrime, tutta la propria vita. Ma ci si riesce! E allora, ve lo ripeto, non è opera pietosa il voler togliere altrui, ancora una volta, la pace conseguita a prezzo sì caro!
--Voi siete felice, Loreta?...--egli domandò con voce tremante.
--Sì.
--Lo vidi, lo compresi. Ma con tutto questo....--ed ebbe dicendo ciò uno slancio impetuoso nell'accento commosso,--via, confessatelo, mai.... mai, in tanti anni, dopo tanti avvenimenti, il vostro pensiero non è tornato indietro ai giorni trascorsi, mai non avete sentito il bisogno di rammentarvi?...
Ella lo guardò un istante e, come se dalle pupille di lui una malìa le fosse penetrata nelle vene, credette per un momento di non poter trattenere la confessione franca, che sentivasi ormai strappare irresistibilmente.