—Il vescovo dei Sanniti d'una volta, io ripigliai, era il Meddix-Tuticus

—Ferma, ferma, gridò Caldesi al cocchiere; e il cocchiere arrestò subitamente i cavalli.

—Che c'è? chiese il capitano Zasio.

E Caldesi con uno scoppio di risa:—Il nome di quel vescovo?

Il giovine Zasio, che in fatto di erudizione non gradiva lo scherzo, rispose con qualche enfasi:

—Meddix-Tuticus non era un nome proprio, ma il titolo del magistrato supremo di ciascuna società sannitica. Le loro convivenze erano teocrazie, e quel titolo è voce di lingua osca.

—No, interruppe Nullo seccamente.

—Come, no? replicò con vivacità e con faccia vermiglia il capitano.

A cui Nullo:—È voce di lingua bergamasca.

Il capitano, la cui serietà erudita dovette capitolare, fece al cocchiere:—Avanti!