—Avete spedito esploratori?
—Non ne ho trovati.
—Di quanti militi della guardia nazionale pronti a marciare disponete?
—D'una ventina.
Ed io che conoscevo il lato debole del compare, mettendomi nel discorso, soggiunsi:
—Li guiderete voi.
—Vi pare decoroso per un maggiore, guidare venti uomini!
L'ingenua risposta ci restituì il buon umore, e pigliammo l'uomo e le cose dal loro verso, sostituendo l'epigramma e la celia all'invettiva e alla collera.
I due battaglioni, le guide e i cavalli nostri pervennero già sul luogo dalla sera antecedente. Il gentiluomo mandò in giro i tamburi della milizia cittadina per battere a raccolta, e si adunò l'annunciata ventina con un sergente e due caporali. Mentre Nullo si congratulava seco loro e li ringraziava, il maggiore Caldesi a me in aria di canzonatura:
—Questa ventina d'eroi incarna la novissima parola di Bovianum, metropoli della federazione sannitica, e, come ci tramandò Tito Livio, opulentissimum armis virisque.