—No.

—Come no? Dimmi il vero o ti buco la testa con due palle.

—Signore! ci sono i gendarmi e i soldati di re Francesco che mangiano e bevono in allegrezza.

—Ma gli uffiziali e la truppa garibaldina?

—Circondati e vinti dai soldati e dai paesani, un'ora innanzi sera i cavalieri tentarono ritirarsi per la consolare, e i fanti per i monti sulla direzione di Bojano.

Sbalordito da questo annunzio fulmineo, stetti alquanto sospeso e mi lampeggiarono alla mente in riprova gli ordini indarno aspettati, i colpi di moschetto di Pettorano, i carri di provvigione e il drappello tagliati fuori, il silenzio, i feriti senza soccorso, l'osteria abbandonata. Poscia ripigliai:

—I cafoni dove si diressero?

—Si accamparono sulle alture che dominano la consolare da qui a
Castelpetroso.

—Sono in gran numero?

—Non saprei quanti con precisione, ma certo da due a tremila.