—Va bene. Tu verrai meco mezz'ora.

—Signore, interruppemi altro di loro con voce di pianto, il mio unico figlio! abbiate compassione d'un povero vecchio. Anch'io ho pratica dei siti; concedetemi in grazia ch'io v'accompagni in cambio di lui.

—Verrete entrambi. Non ho un minuto da perdere. Chi mi regala un sigaro?

Tutti ad un fiato:—Io.

Avuto il sigaro, fu acceso uno zolfanello, e a quella fiamma brillò la camicia rossa.

—Ah! esclamarono esultando, garibaldini! Quando sbarcaste? quanti siete? c'è Garibaldi? Nella tempesta dei quesiti mi diedero baci e strette di mano e di braccia e di collo.

Poi con favella ansiosa soggiunsero:—Badate, signor capitano, che a un quarto d'ora di qui oltrepassammo un battaglione di regii, diretto a Scilla per rilevare i presidî dei forti.

Spedii immediatamente il sottotenente Perelli¹ ad avvertirne il comandante.

¹ Questo valoroso pavese è stato ferito al petto nel
combattimento del 21 luglio 1866 a Bezzecca.

Interrogatili sulle forze borboniche da Reggio a
Scilla:—Quattordicimila uomini, disse il vecchio. E voi?