—Chi è quel gagliardo? m'interrogò sottovoce.
—Gallenga il regicida, corrispondente del Times.
Non sorrise egli, perchè grave pensiero l'occupava in quel punto, ma l'ala dell'ironia gli sfiorò, passando, le gote.
Quivi un episodio alla marina richiamò l'universale attenzione. La Borbona, pirofregata regia di 50 cannoni, transitava fra Scilla e Cariddi.
La nostra artiglieria da campo, in batteria alla spiaggia del Faro, osò attaccarla. Noi godevamo di lassù, come da loggia di anfiteatro, lo spettacolo nuovo e ammirando. I nostri giovani artiglieri tiravano da disperati. Notavamo con chiara veduta ogni colpo esatto o fallito, e con cuore palpitante esclamavamo:
—Basso! alto! bene! ancora!
A Garibaldi
«Sì buon guerrier al mar come all'asciutto»
scintillavano gli occhi d'inusitato splendore.
—Peccato che si guasti, perchè nuova, gorgogliava il marchese. S. M. il re Vittorio Emanuele non ci manderà le sue congratulazioni per questa ragazzata.