[450.] Aguglia, ciascun pernio grande su cui gira il timone, il dim. Agugliotto. — Feminella, l'occhio mastiettato con le sue bandelle, nel quale entra l'aguglia. — L'Aggiaccio è la barra per governarlo.
[451.] Remi per vogare a terzeruolo, cioè con tre remi per banco: indi banchi ventisette, remi 162, e otto di rispetto.
[452.] Catene interziate, torna il medesimo tre rematori per banco.
[453.] Accette, per legnare nei boschi.
[454.] Ronzoni, àncore a quattro marre senza ceppo.
[455.] Vernicale, torna la voce per scodella grande, come è detto fin dal 1268. (I, 352.)
[456.] Stipa, ramaglia da brusca usata nel calafatare: per traslato le botti che sopra vi posano.
[457.] Pavesi, scudi da far pavesata.
[458.] Artimone, qui vela latina, minore del bastardo.
[459.] Mattaffioni, funi matte, cioè cavetti che per lo più non si annodano, ma pendono dalle verghe o vele, ed oscillano al vento, e servono a diverse legature quando occorre sulle vele e verghe medesime. — Cordino per raccogliere la vela nel mezzo.