XV. — Il primo strumento di questo genere, stipulato alla fine del secolo decimoquinto, sotto Alessandro VI, dai capitani Mosca e Mutino, ho già pubblicato nella mia storia del Medio èvo; e sopra vi ho fatto tal commentario quale allora occorreva per la qualità di quei tempi e del mio lavoro. Ora devo continuarmi nello stesso metodo: e lasciando da parte la descrizione delle galèe e dei brigantini, largamente già svolta in altri libri; e similmente passando oltre su quei capitoli che nell'uno e nell'altro strumento tornano identici, voglio considerare le mutazioni introdotte in un secolo di avanzata civiltà, e dopo dodici anni di esperienza; perchè meglio si veda lo svolgimento tecnico e amministrativo, insieme cogli usi e colle costumanze marinaresche.

Vengano dunque per ordine i capitoli, spicchino tra l'altre ove sono le notizie utili alla storia, e vadano i confronti infino al secolo precedente. Nel principio si determina la forza materiale dei navigli, dicendo galèe di venticinque banchi: dove sta la parte pel tutto, secondo l'uso del tempo; perché dai venticinque banchi (come dal pentecòntoro primitivo) uscivano per le due bande cinquanta remi lunghi, onde si calcolava la forza e la grandezza d'una galèa, come oggidì si valuta quella dei piròscafi pel numero dei così detti cavalli. Gli uomini da combattere tornano fissi nel numero di cinquanta, che coi marinari, colle maestranze, e cogli ufficiali, formano un cencinquanta, ed altrettanti rematori; in somma trecento persone per ogni galèa. Ma i brigantini, legni minori di soli quindici banchi, dovevano essere forniti di trenta remi tra le due bande, di trenta rematori, di trenta soldati, e insieme cogli ufficiali e coi marinari avere in circa novanta persone. I quali per loro bravura si credevano tanto sufficienti ad ogni prova contro pirati malviventi e frodatori, che a numero pari non dubitavano punto di riuscire superiori a qualunque nimico: obbligati in caso contrario a far le spese di ogni danno proprio ed altrui.

Il documento presente determina soltanto i numeri, senza entrare nella qualità e negli uffici di ciascuno; e senza stabilire le competenze del soldo, vestito e vitto: segno che rispetto a ciò le parti si rimettono alle mutue convenzioni degli arrolati col capitano, o alla consuetudine vigente. Di che se alcuno volesse sapere, e talvolta potrebbe anche averlo necessario per ragioni di confronto e di costumi, noterò in breve ciò che risulta dai documenti del tempo vicino se non simultaneo al Biassa. Di vestiario ognuno faceva da sè con certa uniformità relativa, perchè semplice[102]: berrette e cappelli piumati, farsetti e giubboni di velluto, bandoliere e cinturini di cuojo, cappotti e cappucci a becchetto. In caso di combattimento o di mostra tanto i soldati che i marinari allacciavansi la corazzina e il morione[103]. La guardia facevano colla spada e colla picca, e traevano le armi d'asta, gli archibugi, le fiaschette e le forcine dall'armeria del naviglio. Dalla càneva del penése pigliavano la giornaliera razione. Questa Razione si mantiene da tre secoli sempre viva, si legge nei documenti toscani del cinquecento, nei bandi granducali per le milizie, nei contratti e inventarî romani, ed è registrata dal Falcone, perchè necessaria, non essendo lo stesso vitto e razione. Quello esprime provvisione necessaria al vivere, nutrimento, cibo; ma razione aggiugne di più il modo ragionevole del distribuirlo, secondo la proporzione dei gradi, perchè non si dava uguale a tutti; ma a chi parte scempia, a chi parte avvantaggiata, a chi doppia, a chi quadrupla. La distribuzione ordinaria pel sostentamento di un uomo libero chiamavasi Parte, si valutava a due scudi mensuali, e si componeva quotidianamente di una pinta di vino, due libbre di biscotto, tre once di minestra, una libbra di carne fresca, o mezza di salata, o di pesce o di cacio; più aceto, olio e sale: tutt'insieme due scudi, come in alcun luogo dimostrerò. Ai fanti, ai provieri, ai semplici marinari una sola razione; e costoro dicevansi di parte scempia: ai marinari avvantaggiati o di prima classe, metà più; e dicevansi di parte e mezza: alle maestranze e agli ufficiali parte doppia; e così di seguito, sempre alla ragione di scudi due per parte: salvo a ciascuno il diritto di toccarla in derrata o in danaro al predetto ragguaglio. Antichissimo costume: mi ricorda Vegezio nella primitiva milizia romana chiamare Duplari, quelli che toccavano a doppio la vittuaglia[104]. I soldi rispondevano al pregio alto della moneta in quei tempi, e al basso delle opere e delle derrate; e correvano dai due ai quindici scudi per mese, secondo lo specchietto che inserisco qui appresso, perché si vegga a un batter d'occhio il numero delle persone, i titoli degli ufficî, e la spesa particolare e collettiva di ogni mese per ciascuna galèa semplice: salvo sempre il crescere di gente e di soldi nella capitana, e il crescere similmente nelle sensili per le occorrenze di rinforzo straordinario. Salvo pure il diminuire di gente, di soldi e di razioni nel tempo del riposo invernale: riposo, per la stessa indole della lingua comune (donde a ragione uscì la voce Sciopero) chiamato per la bocca dei marinari Scioverno. Agli esempî sopperiscono i documenti toscani, gli statuti cavallereschi di santo Stefano, e l'uso di tutti gli altri porti d'Italia, dove dicesi Sciovernare e Scioverno, in senso di riposare e di riposo disarmato nella darsena durante il verno. Metto gli ufficiali in ordine di dignità secondo il costume romano, e mi tengo al minimo dei numeri, riducendo ogni cosa alla più chiara e semplice espressione che per me si possa derivare dai complicatissimi documenti che cito.

SPECCHIO

dei Soldi e delle Razioni agli Ufficiali, Gente di capo, Marinari, e Soldati in una galèa del Secolo XVI.

Numero TITOLO. SOLDO
mensuale
RAZIONE
cotidiana
Singol. Collett. Singol. Collett.
Scudi Scudi Parti Parti
1 Capitano 15 15 4 4
3 Nobili di poppa 4 12 2 6
1 Padrone 6 6 2 2
1 Comito 5 5 2 2
1 Piloto 4 4 2 2
1 Cappellano 4 4 2 2
2 Bombardieri 3 6 2 4
2 Sottocomiti 3 6 2 4
2 Consiglieri pilotini 3 6 2 4
1 Scrivano 3 3 2 2
14 Marinari di parte e mezza 3 42 1,5 21
14 Marinari di parte scempia 2 28 1 14
8 Compagni timonieri 3 24 1,5 12
1 Aguzzino 5 5 2 2
1 Maestro d'ascia 3 3 2 2
1 Calafato 3 3 2 2
1 Barilajo 3 3 2 2
1 Barbiere cerusico 3 3 2 2
6 Fanti di maestri 2 12 1 6
8 Provieri 1 8 1 8
2 Mozzi » » 0,5 1
1 Sergente 5 5 2 2
4 Caporali 4 16 1,5 6
10 Soldati vantaggiati 3 30 1,5 15
35 Soldati comuni 2 70 1 35
123 322 164

Per queste ragioni si consegnava al padron della galèa buona scorta di danaro; e nei depositi metteansi le provvigioni in buon dato da sopperire al bisogno, secondo la qualità del viaggio: specialmente biscotto, farine, vino, olio, aceto, carnesecca, animali da macello, polli, uova, cacio, tonnina, sardelle, riso, pasta, fave, legumi e sale, che in tutte le note di quei tempi ritornano[105].

XVI.

XVI. — Nel secondo capitolo si conferma il diritto del due per cento sulle merci: il qual diritto (al pari di ogni altra imposizione temporanea) impiantato una volta per ragioni eccezionali sotto Innocenzo VIII, si vede non cader più: anzi crescere col commercio e colla sicurezza del navigare, tanto che, riconosciuta la sufficienza dello stesso provento, si toglie al Capitano ogni speranza di toccare altronde stipendio maggiore. L'incremento della rendita medesima risulta dal fatto: che in principio bastava solo per mantenere una galèa, poi per due brigantini e una fusta, ed ora per due galere e due brigantini.

Possiamo raccogliere dal testo del secondo, e di più altri capitoli, la squadra di Giovanni rispondere all'ordine di triplice servigio, contro nemici, frodatori e malviventi; ciò è dire alle fazioni di guerra, di dogana e di polizia; conforme all'uso di ogni paese per quel tempo. Uso che dura tuttavia, dovunque sia minuta la forza della guardia, e ristretto il territorio da guardare.