Augustinus Thuanus, Historiarum sui temporis, in-fol. Londra, 1733, lib. III, princ.
Adriani cit., 208, 209.
[170.] Lettera cit., del Vescovo Arcella, ed ivi la copia.
[171.] Bosio cit., III, 238, D: «Avendo il Gran Maestro scritto anco al Papa.... risultò che nel mese di giugno nel porto di Malta vennero tre galere del Papa.... che furono rinforzate con alquanti buoni schiavi.... perchè solamente deboli di ciurma.»
[172.] Strumento di vendita ec. fatto in Piacenza addì 23 ottobre 1545. L'originale si conserva nella Biblioteca civica di Piacenza, cui donollo con altri documenti il prof. Luciano Scarabelli, il quale pubblicò per le stampe lo strumento medesimo alla pagina 89 della sua Guida di Piacenza, ivi uscita in luce nel 1841. E fu riprodotto in Genova da Agostino Olivieri tra i documenti e note aggiunte da lui alla ristampa della Congiura di Gianluigi Fiesco dettata dal Cappelloni, edita in Genova, in-8. 1858, p. 48. — Si calcola ivi la ciurma per le quattro galere, così:
| Forzati a vita | N. | 300 |
| Detti a tempo | » | 185 |
| Schiavi turchi | » | 188 |
| N. | 673 |
cioè censettanta per galèa. E si ricordano «Gli eredi del quondam capitano Pereto da Talamone.»
[173.] Cappelloni cit., 144: «Andò il detto conte a Roma al mese di maggio, dopo che haveva fatto la compra delle galere del Duca, a presentare al Pontefice Girolamo suo fratello, che egli haveva destinato al carico delle galèe che stavano allo stipendio della Camera apostolica.»
[174.] Celesia, La congiura di Gianluigi Fieschi, in-8. Genova, 1862, p. 104: «Gianluigi commetteva il comando (delle galere in Civitavecchia) a Giulio Pojano.»
Idem, p. 135: «Gianluigi si soprattenne in Pontremoli assai lunga stagione indettandosi col conte Galeotto della Mirandola, coi Pusterla, col Cibo, coi marchesi di Valdimagra, coi Bentivoglio, cogli Strozzi, e con quanti avversavano il giogo imperiale, secondato da Cataldo di Rimini, e da quel Giulio Pojano, cui aveva commesso il comando delle galere.»