Avrebbe egli consegnato a Iba il denaro? O Iba capitando nella casa del misterioso uomo dopo la sua morte se ne sarebbe impossessato? Forse il vecchio strozzino anelava a divenir lui il Re, e vistosi alla fine volle vendicarsi della sua sorte mettendo la fortuna in quelle mani? O volle così rendere al bene di tutti il denaro che a tutti aveva poco a poco tanto disonestamente carpito?

Iba non disse mai una sola parola.

Ecco, signor Perelà, l'uomo che fu Re quattro giorni e che salvò la patria dalla rovina. Vedete, egli ha ai piedi un orciuolo colmo di vino. Lo Stato glie ne passa quanto ne può assorbire. E può giungere a cento litri nello spazio di ventiquattro ore. La cella è murata, il vino nell'orciuolo ci va per un condotto. Venite, guardate, questa è la botte che glie lo fornisce, questo vigile in alta uniforme ne è il custode. Il miglior vino delle nostre vigne è per lui, per questo Re prigioniero, è la grazia che il paese gli accorda. Forse egli è felice, affonda la sua pancia oscena nell'immondezza colla quale un giorno venne fatto Re.

VILLA ROSA

Un re.... assoluto, non si sa bene di dove. La Regina di Saba si veste per recarsi da Salomone, Messalina guarda con disprezzo il gladiatore addormentato, Nerone canticchia senza entusiasmo perchè Roma è già bruciata da un pezzo. Napoleone si accorge troppo tardi che il mondo è troppo grande, osservate com'ei si gratta la testa. Maria Stuarda piange la sua testa caduta e Elisabetta d'Inghilterra s'infuria vedendogliene un'altra. Luigi XIV, Federico Barbarossa, Cristoforo Colombo pone la barchetta nel bicchiere. Vedete quello che trafora quel pezzo di legno? È la testa dello Zar. Questo è un anarchico, costui spiega sempre di un certo suo congegno politico ma non si arriva mai a capirne una parola.


— I religiosi, signor Perelà. Tre cardinali in conclave, qua ci dovrebbe essere la messa cantata. Ehi! Ehi! Ehi! Fate silenzio!

— E tacciono sempre?

— Purchè la voce sia molto robusta. Costei parla con Santa Caterina da Siena. Prendete prendete pure signor Perelà, se volete avere la bontà d'inginocchiarvi.... le ostie gli vengono fornite nuove tutte le mattine ed egli le conserva nel suo ciborio con tanta cura come in pochi altri, credo, vengano conservate. È il più buono, il più squisitamente gentile di tutti i ricoverati. Solamente passando dinanzi a lui non bisogna dimenticare l'atto cristiano. Osservate con quale espressione di dolcezza e di serenità egli vi guarda. Tutto il suo volto è composto al sorriso più candido. Se taluno passando in fretta non si ferma a prendere l'ostia ch'egli porge, il suo viso si fa doloroso, gli occhi affacciano due lagrime del più profondo dolore. Non rivolge mai la parola ad alcuno, e, interrogato, non risponde, la pace è in lui colla follìa, pare felice. La Veronica, essa rasciuga tutti i volti ma non vi accostate perchè il suo fazzoletto è bagnato. Di solito lo mantiene teso per dodici ore consecutive nella più assoluta immobilità. San Francesco d'Assisi fa la predica alla tartaruga, è la sola bestia che gli è rimasta fedele. San Pietro, le chiavi non le ha più perchè una volta ruppe la testa a un inserviente e gli furono tolte. La Maddalena, il Battista, badate badate, quel pentolo è pieno d'acqua, l'esperimento non è molto piacevole, se può arrivare non risparmia. Noi gli mettiamo sotto qualche volta la Maddalena, quando si lamenta troppo.

Dio. Quei veli bianchi e neri ch'egli avvolge incessantemente attorno alla sua persona sono le nubi, attraverso a quel giuoco di danza egli guarda, appare, scompare. Quest'uomo si era figurato la divinità un'immensa pergola sopra la testa degli uomini. Da essa, dai suoi grappoli d'oro, scendeva su loro il liquore della divina clemenza. Un giorno egli intese dalla viva voce del suo vescovo dire che Dio era tremendo nella sua giustizia, e la sua mente ne uscì sconvolta, non vide più la beata pergola sopra di sè, ma si vide dinanzi un uomo come gli altri, con le sue ire e le sue passioni. Guardate quali lampi satanici sprigionano i suoi occhi e a quali orribili atteggiamenti ritorce i muscoli del suo viso.