Mentre Perelà è assorto in questi suoi tristi pensieri, la porta della stanza si apre cautamente e si introduce come una nube nera frusciante di sete e di veli, una donna; la Marchesa Oliva Di Bellonda.
— Non mi si voleva lasciare entrare, ho dovuto lottare corpo a corpo col dragone.... ha minacciato di infilarmi nella sua baionetta.... di far fuoco sopra di me....
Ho invocato l'aiuto del Re, nulla, ministri, gentiluomini, nulla nulla nulla, ah vili! vili! Solamente da una donna ho potuto ottenere: la Regina, dalla sua grazia, non so che cosa abbia fatto, ha implorato per me, non so, ha ottenuto di lasciarmi entrare. Sono venuta solamente per dirvi che io vi amo, vi amo ancora, sempre eternamente vi amo. Dopo che ho potuto sapere tutto, dopo che mi hanno raccontata la scena di ieri sera.... sono rimasta per un po' avvilita, schiacciata.... oh! avrei dovuto correre a liberarvi.... ieri sera guardando i miei bambini mi sono sentita una vampa di odio alla testa contro di essi.... ma.... poi ho pensato che i grandi solamente sono i colpevoli, i responsabili, e che vale assai più la pena vendicarsi sopra di essi.... oh! s'io fossi potuta correre, ad aiutarvi, a liberarvi!
Dunque, amico mio.... non so quello che sarà di voi.... credo che appunto in questo istante il consiglio di quei miserabili sia riunito per decidere di voi.... chi sa quale decisione verrà presa.... ma.... certo.... certo vorranno una vittima, due tre quanto è possibile... la fame di quei perversi animali è insaziabile, vi vorranno far del male ne sono sicura, io lotterò, farò tutto per salvarvi, tutto tutto, mi renderò lecita ogni cosa Nulla sarà infattibile dinanzi ai miei passi! Pur di giovarvi fino all'ultimo momento, e quando vi avranno bene schiacciato non mi rimarrà che perire con voi, ed allora solamente sarò tranquilla, potrò esser felice! Ma io tremo.... tremo solo per questo, se voi doveste cadere senza di me.... voglio perdermi con voi capite, voglio morire con voi! Questa sola sarà la mia ora di vita.... la mia vittoria! E se me lo impediranno sarò spietata! Mi servirò del fuoco, abbrucerò, mi servirò di lame per trapassare i cuori ridendo, allaccerò con le mie reti anime e corpi, con tutte le viltà con tutte le menzogne che da essi imparai, avvelenerò, distruggerò distruggerò, distruggerò con un solo sorriso del mio odio, finchè non mi lasceranno morire con voi. Pena! Rete! Lama! Date alle mie mani spietate gli arnesi per la mia distruzione, e datemi la forza orrenda di vendicarvi!
Non so quello che accadrà.... ma.... ricordatevi.... che io vi sono sempre vicina.... sempre sempre.... addio.... addio.... mio grande amore!
Appena scomparsa, come un'ombra, la Marchesa Oliva Di Bellonda, Perelà pensa all'amore di questa donna, al suo sacrificio. Alla sola creatura che l'ha amato. Pensa a lei, e pensa ad Alloro. «Forse anche lei rimarrà schiacciata, abbruciata dal suo amore, come Alloro dalla sua devozione.... e cadrà. Ma allora essi hanno ragione di odiarmi, gli altri, se amarmi vuol dire soccombere, hanno ragione, obbediscono al loro bestiale e naturale istinto di conservazione. Perchè Alloro si è ucciso? Perchè questa donna vuole morire? Eppure io non ho detto loro una parola sola, non ho neanche fatto loro supporre di ricambiare il loro affetto, e il loro amore....».
La porta a questo punto si apre ancora, il gentiluomo dalla testa quadra e dagli occhiali d'oro si fa sulla soglia, alle spalle si sporgono due teste che guardano, gonfie di curiosità, nella stanza.
— Signor Perelà, voi siete chiamato domattina alle ore dieci dinanzi al ministero della giustizia. Preparate la vostra difesa e i vostri difensori.