— Io sono leggero. — L'aula rumoreggia, si sentono molte voci d'indignazione.

— Ah! Voi intendete con questa sola parola gettarci l'ultimo insulto! Volete ancora una volta giuocarci colla vostra malefica colpevole ironìa, col vostro scellerato cinismo? Voi volete dire che all'uomo più leggero noi avevamo affidata l'opera più grave, non è questo che volete dire? Ma a quell'uomo noi glie l'abbiamo tolta! E gli daremo ora la pena ch'ei si merita. Il misterioso potere della vostra persona è ormai svelato, siete il figlio.... di tre streghe!

— No! No! No! Pena! Rete! Lama! guardatemi, voi lo vedete dove sono, venite fuori dalla vostra sepoltura, ditemi, ditemi che non eravate tre streghe!

Il momento drammatico indigna molte facce che si vanno raggomitolando, ma qua e là si vedono biancheggiare alcuni fazzoletti.

— Signor Perelà, per l'ultima volta, discolpatevi.

— Io sono molto leggero, si, si, leg-ge-r-o.

— Incomincereste a diventar pesante.

— Ma come deve fare a scolparsi, si sente troppo bene colpevole!

— Aspetta rassegnato la condanna!

— Silenzio!