— Nel bronzo?

— Già, nel bronzo.

— Non è egli il bronzo una cosa dimolto pesante?

— E che intendete dire con questo? Che con esso non si possono esprimere e riprodurre le cose più leggere? Le chiome fluttuanti di Venere or ora sbocciata dalle onde? I veli di tutte le danzatrici di Ninive? Lo zeffiro che sfiora la guancia vellutata di Narciso? Sapete voi che sia il bronzo?

— Sapete voi che sia il fumo?


— Il pittore della Regina Crescenzio Pacchetto.

— Eccellentissimo signor Perelà, permettetemi di presentarvi insieme ai più devoti ossequî i sentimenti della mia più viva riconoscenza. L'onore che voi mi prodigate facendomi conoscere un uomo.... sì, un uomo come voi, è da me altissimamente considerato.

Sono sicuro che risponderete affermativamente all'invito ch'io sono per farvi. Io aspiro ad essere il vostro primo ritrattista. Sarete il modello del mio capolavoro. Nessun ritrattista del mondo troverà mai un modello quanto voi ispiratore, e alla prossima esposizione figurerete al fianco della Regina.

Lasciate ora ch'io esponga al vostro inappellabile giudizio l'ultima mia opera, quella che mi valse la celebrità.