In che consisteva la differenza?

Che loro non si erano ancora ridestati.

Sulla sera passeggiavo lungo il viale presso la mia villa, e vidi una volta passare un ventenne, una dolce figura esile, un'andatura aristocratica, delle guance bianche, degli occhi nerissimi infossati, e dei capelli scuri ricciuti. Aveva in mano dei fiori gialli. Un adolescente dalla bocca sensuale prematuramente sfiorita, un'aria viziata.... ma triste però, senza il raggio del sorriso nè sulle labbra nè dentro i bellissimi occhi.

Lo guardai, egli mi guardò. Anch'io passeggiavo come lui, triste, colla mia aria di bella dissepolta....

La sera dipoi all'ora istessa il giovane passò e passò ancora tante sere, tutte le sere.

Sempre più bianco, la bocca sempre di più sfiorita, sensuale.

Ci guardavamo come in uno specchio.

Una sera io uscii a tarda ora, non so perchè, c'era la luna e fui tentata di uscire.... ero presa da un tormento.... da un'oppressione.... avevo bisogno di prendere aria....

Appena al mio cancello, ecco scorgo l'ombra di uno poggiato sul muricciuolo in attesa. La luna gli si era liquefatta sulla fronte.

Rimasi ferma, immobile, e immobile lui: lo specchio! E l'imagine sopra vi si avvicinò, vi si avvicinò, come ad immergersi in uno stagno di mercurio.