— Un gobbo?
— Sì, venite a vedere!
— Guarda guarda, davvero!
— È un gobbo.
— Un gobbo!
LA VEGLIA
Alla soglia del salottino debolmente rischiarato dal trepidante lume di una candela, apparve Rosina, con in mano la scodella del brodo nel quale aveva sbattuto un rosso d'uovo.
Sembrava ch'ella si fosse fermata nella tema di venire respinta.
Poi, guardando con aria supplichevole la sua padrona, le si avvicinò, e venne a posare sul tavolino, davanti a lei, con mano incerta, la scodella.
Le due donne si guardarono negli occhi e dettero insieme in uno scroscio di pianto. La signora Costanza singhiozzava e il voluminoso petto le ansimava pesantemente, affranto. Le lacrime di Rosina sgorgavano come da una polla, copiose e grandi; era il bel pianto del bimbo il suo, erano perle che il tesoro della sua anima candida generosamente elargiva, a dovizia. Che cosa avrebbe voluto dire alla sua amata padrona! Ma non riusciva che a piangere; non riusciva che ad esprimere così il suo dolore, e il suo amore.