— Ma poi.... ma poi.... — balbettava smarrito il conte Ercole Pagano Silf — Gennaio, Febbraio, Marzo.... — e calcava i mesi puntando leggermente il polpastrello della destra sul banco del Sovrano — Luglio, Agosto!
— Agosto, già, saremo lì, verso la metà del mese.
— Dio! Dio! È il centenario della costituzione! Il quarto centenario, il quindicesimo giorno di Agosto.
— E cosa volete che ci faccia?
— Tutto, tutto in contrario.
— Rimandate le feste.
— Rimandare.... è una parola.
— Non mi farete mica venir fuori con quella pancia, o, peggio ancora, appena sgravato, o partoriente? Bisogna rimandare le feste a Settembre, a Ottobre, meglio, è più fresco.
— Ma voi Maestà, non conoscete il vostro popolo!
— E cosa me ne importa a me del popolo? Se sapeste un po' dove ce l'ho io, il popolo, non sareste nemmeno capace di figurarvelo, signor Maresciallo!