Come per incanto fu spalancato il balcone della Reggia e la porpora cadde, suonarono le campane, squillò alto l'allarme per la nascita del Re. La guardia reale sorpresa fuggì fuori senza il tempo di disporsi, precipitosamente si gettò sul piazzale, ignara di quello che accadeva, ignara della parte che pure in quello che accadeva rappresentava, si schierò al completo in fretta e senza sapere che facesse presentò le armi al Re.
Esce sul balcone della Reggia ad un tratto il conte Ercole Pagano Silf Gran Maresciallo di Birònia coll'involucro d'oro alto nelle braccia e grida: Eccolo! È lui! È lui! il Re!
Il popolo che dalle prime ore della mattina s'aggirava torvo dolorosamente assorto nei pressi della reggia, s'adunò sotto al balcone al richiamo inaspettato colla faccia tutta spalancata in su senza potersi rendere in nessun modo ragione di quello che accadeva, senza nulla comprendere di quella scena.
— È lui! È lui! Urlava il maresciallo a squarciagola tra il frastuono delle campane delle trombe e del movimento delle folle accorrenti. — È lui! Il Re! Popolo di Birònia! Il tuo Re!
Ma come? Ma che? Ma chi? Chi l'ha fatto? Pareva interrogare ogni faccia. Che cosa era quello che succedeva? Nessuno potendo capire.
— Il tuo Re! Sì! No! — gridava il Gran Maresciallo cercando di superare colla sua voce la marea montante della folla! Il tuo Re! — E si udiva ancora qualche sua parola a intervalli — Ester! — Sì! No! Che? Chi? — Giuditta! — Dove? Come? Quando? — Giovanna d'Arco!
Mentre il sole di mezzogiorno irradiando l'involucro d'oro lo faceva risplendere come un astro.
— Vedi, vedi popolo! — Urlava senza più fiato il Maresciallo, e aperto il broccato e lasciate cadere le flanelle che l'avvolgevano, scoperto il corpicino e apertene le coscine morbide indicando nel mezzo il segno impercettibile, come il pistillo del fiore, quel piccolo segno che aveva amareggiato tutta la sua vita di governatore superando tutti i rumori:-è Ludovico! — urlò.
Ma dalle vetrate della loggia lo si chiama affannosamente, al che il Maresciallo non risponde, una mano si sporge recando un altro involucro d'oro uguale al primo, egli accorre, un'altra creatura uguale gli viene porta, mentre egli credendo di avere smarrita la ragione si sente vacillare.
— Sì, maschio, anche questo, gli si grida di dentro. Sua Maestà! Or ora! Senza capire più, agendo come in sogno il Grande Maresciallo afferrò l'altra creatura nell'altra mano e fattosi al balcone urlò: