Quella donna era stata davvero la più fedele, la più amorosa, la più pura e saggia di tutte le mogli. Aveva quarant'anni e non aveva amato che suo marito, non solo, ma non aveva tradito il suo amore nemmeno con un pensiero o con uno sguardo.

Aveva quarant'anni e la sua fedeltà pareva oramai più che assicurata. Non lasciava la casa che per recarsi col marito, o, se sola, per recarsi da sua madre dove il marito andava, di solito, a riprenderla.

Sua madre abitava poco distante da lei, al primo piano di un elegante grandissimo casamento. Ella aveva incontrate per quelle scale tante svariate persone, ed aveva veduto tanti inquilini cambiarsi. Tutti sapevano prima o poi chi ella fosse, e che cosa andasse a fare là. Tanti uomini per quelle scale, e altrove, si erano soffermati lanciandole gli sguardi più evidenti a sottolineare la sua squisita finissima bellezza.

A quarant'anni era ancora giovane, fragrante di semplicità e di un fascino infantile, contornata di un'eleganza severa e aristocratica, aveva due occhi celesti scuri, grandi e buoni.

Un giorno incontrò, salendo dalla mamma, un nuovo inquilino del mezzanino, un giovane tenente di cavalleria, bello alto, bruno, roseo, elegantissimo: egli si appiccicò al muro per lasciarla passare, ed ella sentì salendo, due occhi neri, vivi, che la seguivano, e le bussavano a chi sa quale porta imperiosamente.

Perchè lo aveva notato? Perchè se ne ricordava? Pensò a lui per tutto il tempo che stette dalla mamma, e scendendo temè di incontrarlo ancora. La sera lo pensò. E quando fu vicina a suo marito sentì fulminarsi addosso un brivido forte, come se quello fosse il primo peccato.

Per le scale lo incontrò ancora tante volte.

Sembrava che lui l'aspettasse, e lei intanto si sentiva trascinata più spesso dalla mamma, e a quelle ore solite.... Dio! Dio! Dio! Ma veniva dunque così tardi per lei la perdizione?

Ora che si sentiva sicura, tanto lontana, e non pensava nemmen più.... Al tramonto della sua giovinezza, quel giovine che poteva avere poco più di vent'anni....

Per quelle scale si incominciò con un saluto, un saluto più espressivo, più lungo, più vicino, più insistente da parte di lui, con un abbassare della testa da parte di lei assalita da un capogiro.... poi occhiate.... strette tremende di mano, strette,... strette, poi.... poi un giorno la mamma non c'era su, e lei andò.... ad aspettarla giù, al mezzanino.