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Il loro amore durava da tre anni, nel quale tempo la vecchia madre si era ammalata; e allora le visite erano divenute più frequenti, e a qualunque ora, e senza una regola più. I due poterono amarsi liberamente, perdutamente, senza che un solo lontanissimo sospetto balenasse agli occhi di nessuno. Erano riusciti a nascondere.
Lei uscendo cercava con spasimo di non trascinarsi dietro nessun tramite di contagio.
Il giovine buono, generoso, innamorato di quell'amore spontaneo e fresco proprio della migliore più ignara giovinezza, che gode di concedersi all'amore che sa, pure inconsciamente, assaporando il frutto ormai giunto al pieno della sua maturazione che fra quelle mani al contatto di quella freschezza più si spreme e in pieno disperatamente esala le sue fragranze, l'aveva sempre aiutata, senza forzarla una volta, solo attendendo quello ch'ella poteva dargli. E gli dava un'anima, un corpo, tutto un amore, tutta un'angoscia, un dolore, tutta una purità. Era l'inaspettato tramonto di fiamme dopo una giornata limpida, adamantina.
La vecchia madre morì, ma ella potè tornare ancora nella casa, il quartiere rimase suo per alcuni mesi; poi non fu più suo, vennero i nuovi inquilini, lei non andò più là, poi.... ecco il baratro. Bisognava sapere spezzare la propria vita! Doveva salvare quarant'anni di virtù, doveva sapersi ritirare a tempo dalla rovina, tutto le diceva: basta. E il suo cuore era di quelli che si lasciano abbrancare da una mano spietata, e la sua mano fu la più spietata nell'abbrancarlo per soffocarlo, per nasconderlo giù giù nell'imbottito, perchè nessuno lo potesse più vedere, perchè nessuno potesse udire le sue grida.
Finito tutto, il giovine non accampò un diritto, non disse una sola parola, si guardò attorno deserto, e cercò altrove amore, compagnia, oblìo. Decise il suo matrimonio.
Pochi giorni prima che egli si sposasse ella gli ritornò per l'ultima volta.
Nulla era fra loro nessun legame, non un biglietto, non un vecchio fiore, non un sospetto nulla nulla nulla.
Il marito non aveva potuto accorgersi di niente, i tristi giorni della separazione erano venuti con quelli della morte della mamma. Ella pianse, passò giornate orribili; ma ne aveva ben ragione poveretta, era così evidente.... E il buon marito fece di tutto per consolarla e fu convinto infine di esservi riuscito.
La mattina delle nozze, ella, chiusa nella sua stanza, soffocata fra due cuscini, pianse, urlò. Era tutto finito! Si guardò nello specchio, era vecchia, vecchia, vecchia.