La sua vita serena aveva avuto quel tramonto di fuoco ed ora ne sentiva il gelo nella notte.
***
Gli sposi andarono, naturalmente, in viaggio di nozze.
Una sera, là, sulla riva di un lago, in un crepuscolo, mentre egli era presso alla sua dolce e mite compagna, pensava alla donna che lo aveva amato per quattro anni, che gli aveva donato un tesoro di amore e di dolore, che aveva spasimato e sofferto, gioito con lui, laggiù, nel vecchio nascondiglio. Pensò a quell'ultima volta, quando ella gli ritornò, a quell'ultimo istante di lacerazione, pensò alla mattina delle sue nozze, e la vide chiusa in una stanza, e ne sentì i singhiozzi. Lasciata per un istante la giovane sposa, andò ad uno scrittoio, prese un foglietto, vi scrisse una riga sola, e la mandò a lei.
Quando essa la ricevè cambiò fulmineamente, come per incanto, non pianse più, il suo dolore si calmò, la fronte si rifece serena, la faccia giovanile come quattro anni prima. Bruciò la busta, tagliò con cura la sola riga che il foglietto conteneva, ne fece un rotolino fra il pollice e l'indice. Era quello che le restava del suo amore. Si vestì con un lungo mantello nero, un cappello che le nascondeva mezza la faccia, si cuoprì con due ben fitte velette, e così invisibile andò da un orafo, vi scelse una catenina, un piccolo medaglione, il più semplice, vi pose dentro il suo rotolino di carta, passò nel lavoratorio perchè la saldatura ermetica fosse operata sotto i suoi stessi occhi.
Quella riga diceva: «nessun corpo avrà mai la tua anima».
***
Ora io la vedo quella donna, perdonatemi, la vedo sotto terra, ma non ora, fra tanti tanti anni; ella non è più una donna, quello non è più un corpo, non c'è più il vestito, nulla, solamente uno scheletro candido, a cui vien giù sulla gabbia del petto, una catenina d'oro, e in uno spazio, fra due costole, scende, quasi altalenandosi un bottone....
L'INGEGNERE
Sono le otto della mattina. Ammettiamo di esserci levati così presto e di essere già fuori. È una bella mattina a fine di Giugno, dunque niente di così straordinario e possiamo ammetterlo quasi comodamente.