E giacchè ce li abbiamo sorpresi caldi caldi perchè non dobbiamo cercare, se ci riesce, di ficcare un po' il naso nei fatti loro? Tanto siamo a bighellonare per le strade, possiamo trattenerci qui un poco, nessuno ci chiederà conto del tempo che avremo sciupato, non siamo noi sfaccendati di mestiere?
Gli sposi sono in mezzo, in ginocchio; ai lati dell'inginocchiatoio due signori in piedi; dietro, esse pure in piedi, due signore.
Anche le due signore si volgono quasi contemporaneamente dalla parte nostra, ma non sembra che la nostra presenza dia loro troppo fastidio e si ricompongono con molta naturalezza. I due signori ai lati sono più duri, non si volgono affatto e non hanno punto l'aria di averne voglia.
C'è però nell'atmosfera rarefatta e stranamente profumata di questo luogo, qualcosa che attrae sempre più la nostra indomabile curiosità.
All'entrare nella chiesa il gruppo sembrava di quattro persone e non di sei, gli sposi, inginocchiati nel mezzo, non apparivano, e l'assieme così stretto non saltava dapprima tanto agli occhi; se noi non avessimo notato la loro attitudine estatica potevamo averli scambiati per uno di quei famosi gruppetti di forestieri perduti dinanzi alle bellezze dell'arte; è vero però che qui, di bellezze, sfido anche gli americani di buona volontà a trovarne, ma non c'è mai da stupirsi, quella gente è eminentemente prodiga di ammirazione artistica, e gira il mondo per questo.
L'ora, pur non essendo fuori di regola, le otto della mattina.... ma più il fatto di non avere attirata l'attenzione di nessuno entrando nella chiesa. Si sa bene oramai che quando gli uomini fanno uno di cotesti passi sul loro cammino, li circonda lo stupore di moltissima gente, tanto che i poveretti, dispostissimi a fare con la massima naturalezza il loro passo, vedendosi tanto osservati hanno tutta l'illusione di mettere il piede in fallo e dare in un maledetto ciampicone. Com'è possibile che nessuno segua il corteo di un battesimo, e più, quello di un matrimonio al suo entrare nella casa di Dio? Quello di un funerale? Quest'ultimo in special modo provoca lo stupore; e considerando l'individuo avere fatti a quel certo momento tutti i suoi passi, lo si va a salutare nè più nè meno come uno che arriva alla stazione.
E il dover constatare che nessuno all'infuori di noi sia qua dentro ad appagare una così lecita curiosità mi fa supporre che questa gente non sia neanche passata per la porta. Sapete una cosa? Sono passati per la sagrestia o per la casa del parroco.
La messa è quasi alla fine. Un fatto molto evidente che per primo ci salta agli occhi è questo: la diversa età degli sposi. La fanciulla, vestita di un semplice abito di panno grigio chiaro, cappello grande di grossa paglia grigia con ali bianche, e velo rabescato dal quale appena si intravede un visino pallido, oblungo, non può avere più di vent'anni. L'uomo, forte, maturo, dalla faccia sanguigna, abbastanza grossolano, capelli neri ancora per due terzi, vestito con semplice abito blu, non può averne meno di quaranta.
A sinistra e a destra, evidentemente, i testimoni, non è facile sbagliare. E curiosa che anche qui, benchè sia un fenomeno abbastanza secondario, dobbiamo notare un nuovo squilibrio di età. Ma che cosa stiamo dicendo, i testimoni sono belli di tutte le età, non debbono mica sposarsi loro. Uno alto secco, di circa trenta anni, biondiccio, con faccia lunga giallastra, inespressiva, miope, i capelli duri, dritti come le setole di una spazzola, le lenti in oro che gli annebbiano due occhi verde-grigio stagnati.
L'altro, un vecchietto rotondo, luminosamente calvo, accuratissimo, saturo della sua posizione, con uno di quei tait neri che rasentano la cerimonia.