— Un momento soltanto.
— Grazie. — E non si accomodava mai.
E spogliandosi per andare a letto, sorridente e rubicondo, sodisfatto della sua giornata, sodisfatto di sentirsi oramai lì come in casa sua, sodisfatto dei suoi progressi di uomo di società, ripensava al terzetto. — Gente perbene, molto perbene! Che fortuna avere incontrato così subito, in una città grande, dove è tanto difficile imbattersi in brava gente. Anche quel facchino, che galantuomo! Rimaner vedova così giovane.... Poveretta.... Abituata bene.... ritrovarsi in strettezze.... E come sanno mascherare bene il loro piccolo, con che dignità! Chi sa quali sacrifizi dovranno fare.... Chi sa come mangiano poco per potersi vestire con decoro... Anche il fidanzato sembra tanto perbene, Antonio, bel nome.... bravo giovane.... Impiegato ferroviario.... Oh! farà strada! La ragazza è molto carina, un po' pallida.... La madre invece no, è bene in carne è una bella donna, e non è punto vecchia.... che potrà avere? Trentasei o trentasette anni? Li porta bene per Dio! È ancora una bella donna! Gentile, distinta.... ha dei begli occhi neri.... mi voleva dare anche l'acqua calda!... Davvero che se avessi la disgrazia di ammalarmi qui non mi troverei in pensiero, mi sembrerebbe d'essere in casa mia, son sicuro che non mi lascerebbero un momento solo, che mi assisterebbero come fossi un loro parente. E già in camicia, — si guardava nello specchio. Oh! Non c'erano di quei pericoli per il momento! Poteva campar tranquillo, aveva una faccia da crepar di salute.
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Una sera finalmente, dopo due mesi, l'ingegnere si accomodò. E si accomodò poi tutte le sere. E i quattro incominciarono ad impegnare vivaci e allegre conversazioni; e invece che alle dieci incominciò a ritornare alle nove e mezza eppoi alle nove. Arrivava quasi sempre contemporaneamente al fidanzato, spesso s'incontravano alla porta di casa. Avevano messo su un accanito quartetto di scopone. La signorina col suo futuro sposo, la vedova coll'ingegnere. E questi incominciò con una bottiglia di Marsala, poi dei dolci.... Sul principio portava cose di un ordine un po' scadente, ma senza che lui se ne fosse accorto, lo avevano poco alla volta stradato nelle migliori ditte di quei generi, e passando sopra al prezzo, si chiamava felice di farsene onore e di riscuotere i complimenti della figlia e della madre.
Le serate passavano gaiamente, tutti e quattro allegri e contenti giuocavano, ciarlavano, mangiavano e bevevano, giungendo fino a toccare la mezzanotte. La casa pareva rianimata. Erano ormai tutta una famiglia, quattro persone che si volevano bene, che si erano simpatiche, che formavano un tutto invidiabilissimo.
Quando, un anno da questi tempi, la figlia, anzi, Margherita, si fu sposata e partì per un paese della Calabria dove il suo Antonio era stato destinato per far carriera, all'ingegnere balenò per la buona, dolcissima anima, l'idea d'impalmare quella vedova, perchè non avesse più a portare il luttuoso nome, e perchè in fondo, questo bravo giovanotto amava le situazioni chiare come la luce del sole. Il matrimonio dei giovani lo aveva messo in ottime disposizioni, ma la donna che pure ne sarebbe stata felice, non aveva osato sperarlo.
Poi calcolò freddamente. Perchè questo eccesso di zelo? Le faccende non erano chiare ugualmente? Incominciava a divenir cittadino davvero. I quattordici anni di differenza.... tutto compreso, e tenuto conto che nulla sarebbe cambiato ed avrebbe conservata tutta la sua libertà tirò avanti, e lasciò ogni cosa al suo posto, nella casetta dove ora i due vivevano lieti.
La donna fece il possibile per indurlo a mangiare in casa, con lei, gli avrebbe preparato la mensa secondo i suoi gusti, ogni suo desiderio sarebbe stato scrupolosamente sodisfatto. Perchè ostinarsi ad andare alla trattoria dove tutto è falso e malsano, quando si poteva mangiare così bene e così igienicamente in casa propria? Ecco perchè: per due ragioni la brava vedova non potè giungere al suo scopo: prima, perchè sembrava all'ingegnere che una volta accettata la vita in comune ci volesse ad ogni costo quel benedetto pezzo di carta bollata, seconda, perchè come noi sappiamo già, era uomo talmente abitudinario da sentirsi una stretta al cuore a dover fare un bel giorno un'altra strada per andare a mangiare.
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