Ci si avvia verso Servola, i cui fumi biancastri laggiù, sembrano pilastri enormi eretti a sostenere le rosseggianti vôlte della notte.... Lieti come scolari in libertà, ci agitiamo intorno alle pance fuligginose delle ferriere, che partoriscono muraglie di bragia... Grida di vittoria erompono dai nostri petti.... Finalmente, le più folli immagini futuriste si realizzano: ecco edifici di fuoco che camminano, si sventrano e rovesciano a terra viscere di topazi e di rubini!
Noi assistiamo così alla fusione del nuovo sole futurista, più colorato, più fantastico, più caldo del vecchio sole di ieri. Ne sorvegliano l'immane colata incandescente i mostruosi camini, giganti burberi, impennacchiati di fumo che nemmeno si sentono passar tra i piedi le stridule fughe dei treni, sorci di ferro spaventati....
Oh! come invidiamo le case appollaiate sulle colline circostanti, le case attente a cui la gioia ubbriacante del fuoco incendia gli occhi ogni notte. Come invidiamo le nuvole dalle facce accaldate e l'orizzonte marino solcato da lunghi riflessi scarlatti!
A Trieste, i giovani non dormono mai. Igienica insonnia, che ci fa divorare il gran pranzo futurista offertoci dagli amici e servito spiritosamente a rovescio, così:
- Caffè
- Dolci memorie frappées
- Frutta dell'Avvenire
- Marmellata di gloriosi defunti
- Arrosto di mummia con fegatini di professori
- Insalata archeologica
- Spezzatini di passato con piselli esplosivi in salsa storica
- Pesce del Mar Morto
- Grumi di sangue in brodo
- Antipasto di demolizioni
- Vermouth.
Dappertutto, nelle sale sontuose della Filarmonica, nei salotti intellettuali, nei ritrovi mondani, le dame rivaleggiano nell'accoglierci con regale e squisita cortesia, affascinate piuttosto che sgomentate dalla violenza incendiaria delle nostre volontà futuriste.
Partiamo a malincuore, ma già rivolto lo sguardo ad altri campi di battaglia, e Trieste ci accompagna al treno acclamandoci ancora con le voci squillanti dei suoi cento figli più eletti, che galoppano intorno alla nostra carrozza, e ci salutano col grido di Viva l'Italia! Viva il Futurismo!
F. T. Marinetti.