[99] Luzio A., Manzoni e Diderot. La Monaca di Monza e la Religieuse, saggio critico, Milano, fratelli Dumolard editori, 1884; in-16. di pp. 96. Ne dette un saggio in La Domenica letteraria, ann. I, n. 45, 10 decembre 1882, col titolo: La Monaca di Monza.

[100] Cfr. Bertana E., Postilla manzoniana: La Monaca di Monza; nel Giornale storico della letteratura italiana; XXXV, 172-175.

[101] Casati Carlo, Nuove notizie intorno a Tommaso De-Marini, tratte da documenti inediti; nell'Archivio storico lombardo, serie II, ann. XIII [1886], pp. 584-640.

[102] Cfr. La Perseveranza del 22 gennaio 1898.

[103] Vidari G., La Gertrude, l'Innominato e fra Cristoforo; in La Rassegna nazionale, di Firenze, ann. XVII, vol. 86, 1 e 16 decembre 1895, pp. 528-571 e 672-693.

[104] Zerbi L., L'Egidio dei «Promessi Sposi» nella famiglia e nella storia, notizie e documenti, Como, tip. editrice Luzzani Angelo, 1895; in-8. di pp. 86, con l'albero del ramo di Monza della famiglia Osio e la topografia del monastero di S. Margherita di Monza e sue adiacenze, con le case degli Osii, desunta da uno schema tracciato nell'anno 1623 dall'ing. camerale Ettore Barca.

[105] Avancini D., L'amore nei «Promessi Sposi»—La Monaca di Monza, saggio critico, Milano, Albrighi, Segati e C. editori [tipografia Umberto Allegretti], 1898; in-12, di pp. 72, oltre il frontespizio.

[106] Nel 1898 Gentile Pagani incominciò a stampare nella Terza raccolta milanese illustrata di notizie storiche, topografiche ed altre di Milano e suo territorio la sua Storia rinnovata della Signora di Monza (1575-1650) secondo documenti autentici, ma dopo la 3ᵃ dispensa, ossia alla pag. 32, ne smise la pubblicazione.

[107] Litta P., Famiglia Pio di Carpi; tav. IV.

[108] Il Dandolo, benchè si sbracci a dire che le istituzioni monastiche «non corrono pericolo di subire intacco o crollo in conseguenza d'un fatto isolato», nello stampare il processo tagliò e omise tutto quello che non gli andava a genio, mostrando, alla stregua de' fatti, che la verità gli faceva paura. Il processo o non andava stampato, o bisognava stamparlo nella sua integrità. Si credeva e si lamentava perduto; invece, per buona fortuna, è stato rinvenuto fin dal 1899, quando l'Archivio della Curia arcivescovile venne trasportato in un altro locale.