In questa tempesta di pensieri, Don Rodrigo passeggiava per la stanza, facendo ad ogni momento nuove interrogazioni al Griso e affettando sicurezza dinanzi al conte Attilio: finalmente conchiuse col dire: Per ora non c'è altro da fare che di sapere precisamente dove sono andati: tocca a te, Griso, e poi, e poi... non son chi sono se... non è vero, cugino?
—Senza dubbio, rispose il conte, al quale, alla fine, non premeva realmente in tutta questa faccenda che di far pensare che nello stesso caso egli avrebbe saputo giungere ai suoi fini senza esitazione e senza fallo. Così fu sciolta la conferenza e il Griso partì.
Don Rodrigo pensò che in quel giorno sarebbe stata cosa molto utile l'avere il Podestà a pranzo, per mostrare sicurezza e per far vedere ai malevoli che la giustizia era per lui, e lo fece invitare, pregando il conte Attilio di non disgustargli quel brav'uomo con tante contraddizioni. Venne il Podestà e il dottore, si stette allegri, si parlò ancora della marcia delle truppe e della carestia, ma degli affari del paese, della campana a martello, della fuga nè una parola. Soltanto Don Rodrigo accennò indirettamente questa faccenda nel modo il più gentile ed ingegnoso, come si vedrà.
Fece egli in modo che il Podestà lodasse particolarmente il vino della tavola: cosa non difficile ad ottenersi, perchè il vino era buono e il Podestà conoscitore. Allora Don Rodrigo: Oh, signor Podestà, giacchè ho la buona sorte di posseder cosa di suo aggradimento, mi permetterà....
—Non mai, non mai, signor Don Rodrigo, se avessi saputo ch'ella sarebbe venuta a questi termini avrei dissimulata la mia ammirazione per questo incomparibile....
—Bene, bene, signor Podestà, ella non mi farà il torto....
—Don Rodrigo conosce la stima....
Il conte Attilio interruppe la gara, la quale era già realmente composta. Don Rodrigo parlò all'orecchio ad un servo, e il Podestà tornando poi a casa trovò sei tarchiati contadini che erano venuti a deporre nella sua cantina le grazie di Don Rodrigo.
Dato l'ordine segreto, Don Rodrigo ritornò al discorso incominciato, benchè sembrasse mutarlo affatto e passare dal vino all'economia politica, ma chi appena osservi la serie delle sue idee scorgerà il filo recondito che le tiene.
—Che dice, continuò adunque Don Rodrigo, che dice il signor Podestà di questo spatriare che fanno i nostri operaj?