—Le darò, disse Don Rodrigo, uno dei miei uomini, che conosce benissimo la persona, e starà agli ordini di Vossignoria...

—Non fa bisogno, rispose il Conte del Sagrato; mi basta il nome, e qui cavò una vacchetta, sulla quale sa il cielo che memorie erano registrate, e fattosi dire un'altra volta il nome e il cognome della nostra poveretta, lo scrisse, e notò pure il monastero.

—Ma non vorrei che nascessero abbagli.

—So quel che posso promettere, rispose il Conte, il quale coglieva ogni destro di dare una idea inaspettata del suo potere e della certezza dei suoi mezzi.

—Certo, replicò Don Rodrigo, pel signor Conte non v'è cosa impossibile.

—Ad un mio avviso ella mandi persona fidata con le dugento doppie, e la persona sarà consegnata.

—Così farò; e mi raccomando... vede bene... non vorrei che... il signor Conte darà ordini precisi, e impiegherà persone di giudizio.

—Al corpo di mille diavoli! Ella non sa dunque come io son servito. Tutti i miei uomini sono ben persuasi che colui il quale in una simile circostanza pigliasse la più picciola libertà, sarebbe punito con le mie mani.

—Non ne dubito, rispose Don Rodrigo.