Quando il Cardinale, terminate le funzioni di quella mattina, si ritirò dalla chiesa nella casa del curato, tutto il popolo, che era stivato nella chiesa, o ammucchiato al di fuori, si sciolse poco a poco, e ognuno s'avviò a casa. Quando il marito della buona donna entrò nella sua, la donna le corse incontro, gli presentò la ospite inaspettata e glie ne fece in succinto la storia. Il marito fu molto lieto che la sua donna fosse stata prescelta a quell'ufficio ed avesse una parte nella storia di quel giorno, e fu anche tocco assai dalle sventure della nostra Lucia: di modo che quando la donna gli propose di andare al paese di Lucia, ch'era discosto circa tre miglia, e di annunziare ad Agnese ciò ch'era accaduto e di condurla alla figlia, l'uomo accolse la proposta con giubilo: le funzioni, la predica del Cardinale, la solennità e la pompa straordinaria avevano messo un certo entusiasmo nell'animo d'ognuno degli spettatori: e questo sentimento, messo in comune in quel concorso di popolo, ritornava con maggior forza sull'animo di ognuno: non è quindi da farsi maraviglia, se Tommaso Dalceppo, all'udirsi proporre una faccenda che era tanto in armonia con quel suo sentimento, non pensò nè alla fatica[237], nè all'incomodo, ma gioì nella conformità di quello che sentiva e di quello che doveva fare. Mangiò un boccone in piedi, tolse una mula che aveva in istalla, e partì di volo.
La buona donna (perchè la bontà vera e abituale ispira tutti i pensieri della gentilezza, la quale non è altro che l'espressione o la finzione della bontà), la buona donna pensò che Lucia, dopo tante scosse, avrebbe gustato volentieri la solitudine e il riposo, e offerse di ritirarsi in un'altra stanza. Lucia accettò l'invito al riposo con nuove parole di riconoscenza, e rimase soletta.
Ma quantunque per gli orrendi disagj del giorno e della notte antecedente il suo corpo avesse bisogno di quiete, pure Lucia non dormì, nè cercò di dormire, e il riposo non consistette in altro che nella facoltà di trattenersi coi suoi pensieri senza quel battito continuo, senza sussulti, senza terrore, non però con giocondità. V'ha dei mali e dei pericoli ai quali succede la gioja in chi gli ha sofferti, o veduti da presso: tali sono le burrasche di mare, gli stenti e i rischi della guerra, la rabbia di Scilla e i sassi dei Ciclopi[238], quelle cose di cui Enea disse benissimo:
forsan et haec meminisse juvabit,
e che il Caro tradusse un po' lunghettamente:
E verrà tempo
Un dì, che tante e così rie venture,
Non che altro, vi saran dolce ricordo.
Il cuore si rallegra doppiamente nel paragone d'una quiete presente con una angoscia passata, le immagini della quale sono grandi, semplici, forti e miste del ricordo di una certa fortezza. Ma v'ha un'altra specie di mali e di pericoli, i quali dopo avere orribilmente tormentato con la presenza, restano nojosi anche nella memoria: quei mali e quei pericoli nei quali vi si è rivelato un grado ignorato di perversità umana, aumento di scienza molto tristo; nei quali si è conosciuta in sè una suscettibilità di profondo ed amaro patire, che diventa esperienza che porta ad osservare, a distinguere in tutti gli oggetti, in tutti i casi ciò che potrebbero avere di penoso, e si associa così a tutte le idee: quei mali e quei pericoli nei quali non v'è stato nessuno splendido esercizio di attività morale, che destano una pietà senza maraviglia, che non si possono sentire a rammemorare senza ribrezzo e senza vergogna persino da chi vi si è trovato e n'è uscito innocente, e i mali di Lucia erano di questa seconda specie. Certo nella inaspettata salute di quel giorno v'era per Lucia una gioja, e la riconoscenza all'ajuto del cielo che santificava quella gioja la rendeva ancora più viva: ma era stata una gioja ben turbolenta e confusa nei primi momenti; ed ora, col crescere della calma, quella gioja era alterata continuamente dalle rimembranze recenti e dai pensieri dell'avvenire. L'animo che è liberato da una grande sventura, è come la terra daddove è sterpato un grand'albero: per qualche tempo ella appare sgombra e vuota: ma a poco a poco comincia ad esser segnata qua e là di piccioli germogli, quindi a coprirsi di erbaccie, e mostra chiaramente che quello che si chiama riposo della terra è una metafora, o un errore. Così i guai che erano stati sepolti e come soffocati nell'animo quando una grande sciagura lo riempiva, e, per dir così, lo aduggiava, cominciano a spuntare e a ricomparire poco da poi che la sventura è cessata.
Lucia ripensava con amarezza i mezzi che l'infame Rodrigo aveva saputi mettere in opera a perseguitarla, e si angustiava di quello che avrebbe potuto fare nell'avvenire. Come essere al riparo da un sì scellerato tiranno, vivendo presso a lui? o dove andare? come trovare il sostentamento in quei tempi così scarsi, e quando i risparmj degli anni addietro fossero tutti consumati? Ma l'idea più penosa per Lucia, e quella che rendeva tutte le altre più penose, (giacchè abbiamo promesso di non tacer nulla al lettore di quello che è venuto a nostra notizia), il pensiero invano respinto, e che si mesceva a tutti gli altri, era quello del voto fatto nella notte antecedente. Lucia non confessava a sè stessa d'esserne pentita, ma lo era; le sembrava orribile sconoscenza[239] il rammaricarsi dell'offerta posta sull'altare per ottenere un gran dono, rammaricarsene quando il dono era ottenuto; le sembrava che questo sentimento le avrebbe attirate nuove sventure, e queste meritate, e quindi riprovava il sentimento, ma non poteva farlo scomparire. L'invincibile di tutte le difficoltà, l'amaro di tutte le privazioni, l'inestricabile di tutti gl'impacci le pareva che venisse dal non poter essere di Fermo; con lui tanti inconvenienti sarebbero svaniti, e tutti gli altri sarebbero divenuti tollerabili! ma il pensiero di Fermo era per lei una tentazione, quasi un delitto, e doveva sempre respingerlo. La poveretta non era istrutta abbastanza per conoscere che quella promessa, fatta in una agitazione febbrile, senza meditazione, quasi senza piena coscienza, non era un voto; e ch'ella, già legata con una promessa solenne a Fermo, non aveva il diritto di sciogliere, senza consenso e senza colpa di lui, un legame già stretto da due volontà libere e concordi; e ignorava anche i mezzi che la religione, la quale consacra i voti dell'uomo, offre per liberarlo dai voti quando il loro adempimento invece d'essere una occasione di maggior bene, divenga un ostacolo. Lucia aspettava con ansietà amorosa di rivedere la madre, ma tremava di doverla abbracciare con questo segreto nel cuore, ripugnava di rivelarglielo; e sentiva che il silenzio sarebbe stato impossibile.