CARTEGGIO
DI
ALESSANDRO MANZONI
il quale conterrà, oltre tutte le sue lettere edite, molte di quelle ancora inedite e una scelta assai copiosa delle lettere a lui indirizzate dagli uomini illustri del suo tempo. Chi possiede qualche lettera inedita del Manzoni e desidera abbellirne la nostra raccolta, ne mandi copia al
Dott. GIOVANNI SFORZA
Direttore de' RR. Archivi di Stato di Torino
che cura questa edizione; la quale sarà un buon contributo alla storia letteraria del secolo XIX.
NOTE:
[1] Walter Scott, già rinomato per i suoi poemi e principalmente per quello Intitolato: The lady of the Lake, che era noto all'Italia per più di una traduzione, nel 1814 stampò il suo primo romanzo: Waverley; or, it is Sixty Years since; al quale, l'anno dopo, tenne dietro Guy Mannering, or the Astrologer; nel '16 The Antiquary, e Tales of my Landlord, collected and arranged by Jedediah Cleishbotham, first Series: Black, Dwarf and Old Mortality; nel '18 Tales of my Landlord, second Series: Heart of mid Lothian, non che Rob Roy, e Tales of my Landlord, third Series: Bride of Lammermoor and Legend of Montrose; nel '20 Ivanhoe, poi Monastery, poi Abbot; nel '21 Kenilworth; nel '22 The Fortunes of Nigel, e The Pirate; nel '23 Poveril of the Peak, e Quentin Durward; nel '24 Saint Ronan's Well, e Redgauntlet; nel '25 Tales of the Crusaders. The Betrothed and the Talisman; nel '26 Woodstock; or, the Cavalier, a Tale of the Year 1651; nel '27 Chronicles of the Canongate, first Series: the Two Drovers, Highland Widow, and Surgeon's Daughter; nel '28 Chronicles of the Canongate, second Series: St. Valentine's Day, or the Fair Maid of Perth; nel '29 Anne of Geierstein; e nel '31 Tales of my Landlord, fourth Series, containing Count Robert of Paris and Castle Dangerous.
[2] I primi a far tradurre in italiano i romanzi dello Scott, a stamparli e divulgarli, furono Antonio Fortunato Stella e Vincenzo Ferrario di Milano. Oltre un'edizione economica in-16, della quale nel 1828 già erano pubblicati 69 volumetti, il Ferrario ne stampò anche separatamente in-8. L'esempio ebbe imitatori, tanto «il mondo aspettava ansiosamente e divorava avidamente i romanzi di Walter Scott», per dirla col Manzoni. Nella stessa Milano il Truffi ne mise in commercio una raccolta in volumetti in-16, di 250 pagine, a una lira italiana e mezzo l'uno. A Firenze il Coen dette mano egli pure a una collezione in-16, a due paoli e mezzo il tomo; un'altra fu fatta a Napoli dal Borel e compagni, in-8, a quaranta grani ogni volume; un'altra a Parma dalla Tipografia Ducale, che ne stampava un volume ogni due mesi, al prezzo di otto centesimi il foglio. Francesco Pastori, compilatore della Bibliografia italiana, giornale generale di tutto quanto si stampa in Italia, nel darne l'annunzio [I, 192] scriveva: «In mezzo alle versioni e ristampe che de' romanzi di Gualtiero Scott si vanno facendo in Italia, e quasi diremmo in ciascuna provincia di essa, è bello il vedere come ancora tra noi si onori quel vivacissimo ingegno e si satisfaccia alla curiosità pubblica mediante il divolgamento delle sue scritture». Il Nistri, a Pisa, stampò la raccolta completa, in volumetti in-18; un'altra ne fecero a Napoli il Marotta e Vanspandock. Col Woodatock il Camiglio iniziò a Milano, in-24, le Amenità di Walter Scott, o suoi romanzi storici abbreviati nelle parti meno importanti, dati però interi i più perfetti. Giuseppe Cassone a Torino inserì parecchi romanzi dello Scott nella sua Galleria romantica, ossia collezione scelta di romanzi e novelle piacevoli e morali, composta di cento volumi in-32, di 200 pagine, de' quali ne usciva fuori uno la settimana, al prezzo di cinquanta centesimi. Del Peveril Del-Picco fu stampata a Milano, nel 1828, una traduzione di Pietro Costa, in cinque volumi in-12.