—È ora questa da cristiani? rispose agramente Perpetua: che discrezione? tornate domani.
—Sentite: tornerò, o non tornerò: mi trovavo alcuni pochi soldi per pagare al signor curato quel debituccio che sapete: ma se non si può, aspetterò un'altra occasione: questi so come spenderli, e verrò quando ne abbia guadagnati degli altri.
—Aspettate, aspettate: vado e torno: ma perchè venire a quest'ora?
—Se l'ora potete cangiarla, io non m'oppongo: per me son qui; e se non mi volete, me ne vado.
—No no, aspettate un momento; torno con la risposta.
Così dicendo richiuse la finestra: a questo punto Agnese si spiccò dai promessi, e, detto sotto voce a Lucia: coraggio; è un momento; gli è come far cavare un dente, venne a porsi dinanzi la fronte della casa, aspettando che Perpetua aprisse, per far vista di passare.
Perpetua venne infatti tostamente, ed aperse la porta, e disse: dove siete?
Quando i due fratelli si mostravano, Agnese passò dinanzi a loro, e salutò Perpetua, fermandosi un momento sui due piedi.
Buona sera, Agnese, disse Perpetua, donde a quest'ora?
—Vengo dalla filanda, rispose Agnese, e se sapeste... mi sono indugiata appunto in grazia vostra.