—Aspettate, aspettate: vado e torno: ma perchè venire a quest'ora?
—Se l'ora potete cangiarla, io non m'oppongo: per me son qui; e se non mi volete, me ne vado.
—No, no: aspettate un momento; torno con la risposta.
Così dicendo richiuse la finestra: a questo punto Agnese si spiccò dai promessi, e detto sotto voce a Lucia: coraggio; è un momento; gli è come far cavare un dente, venne a porsi lungo la fronte della casa, poco lontano dalla porta, aspettando che tornasse Perpetua, per giungerle addosso[169].
—Carneade! chi era costui? ruminava tra sè don Abbondio, seduto sul suo seggiolone nella stanza da letto, con un libricciuolo aperto dinanzi, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata. Carneade! questo nome mi par bene di averlo inteso o letto; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli: ma chi diavolo era costui? Tanto il pover uomo era lontano dal pensare alla burrasca che gli si addensava sul capo! Bisogna sapere che don Abbondio si dilettava di leggere qualche linea ogni giorno, e un curato suo vicino, che aveva un po' di libreria, gli prestava un libro dopo l'altro, il primo che gli veniva alle mani. Quello su cui meditava in quel momento don Abbondio, convalescente della febbre dello spavento, anzi più guarito (quanto alla febbre) che non volesse lasciar credere, era un panegirico in onore di san Carlo, detto con molta enfasi, e udito con molta ammirazione, nel duomo di Milano, due anni prima. Il santo vi era. paragonato, per l'amore dello studio, ad Archimede; e fin qui don Abbondio non trovava inciampo; perchè Archimede ne ha fatte di così belle[170], ha fatto dir tanto di sè, che per saperne qualche cosa, non fa mestieri una erudizione molto vasta. Ma dopo Archimede, l'oratore chiamava a paragone anche Carneade: e quivi il lettore era rimasto arrenato. Perpetua annunziò la visita di Tonio.
—A quest'ora? disse anch'egli don Abbondio, com'era naturale.
—Che vuoi ella? non hanno discrezione: ma se non lo piglia al volo...
—Se non lo piglio ora, sa il cielo quando lo potrò pigliare. Fatelo venire. Ehi! ehi! siete poi ben sicura che sia egli, Tonio?
—Diavolo! rispose Perpetua, e scese, aperse la porta, e disse: dove siete?