«V'ho detto che non voglio farvi del male,» rispose, con voce mitigata, l'innominato, fissando quel viso turbato dall'accoramento e dal terrore.

«Coraggio, coraggio,» diceva la vecchia: «se ve lo dice lui, che non vuol farvi del male....»

«E perchè,» riprese Lucia con una voce, in cui, col tremito della paura, si sentiva una certa sicurezza dell'indegnazione disperata, «perchè mi fa patire le pene dell'inferno? Cosa le ho fatto io?...»

«V'hanno forse maltrattata? Parlate.»

«Oh maltrattata! M'hanno presa a tradimento, per forza! perchè? perchè m'hanno presa? perchè son qui? dove sono? Sono una povera creatura: cosa le ho fatto? In nome di Dio....»

«Dio, Dio,» interruppe l'innominato: «sempre Dio: coloro che non possono difendersi da sè, che non hanno la forza, sempre han questo Dio da mettere in campo, come se gli avessero parlato. Cosa pretendete con codesta vostra parola. Di farmi...?» e lasciò la frase a mezzo.

«O Vergine santissima! Voi, a cui mi sono raccomandata tante volte».... (pag. [309]).

«Oh Signore! pretendere! Cosa posso pretendere io meschina, se non che lei mi usi misericordia? Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia! Mi lasci andare; per carità mi lasci andare! Non torna conto a uno che un giorno deve morire di far patir tanto una povera creatura. Oh! lei che può comandare, dica che mi lascino andare! M'hanno portata qui per forza. Mi mandi con questa donna a ***, dov'è mia madre. Oh Vergine santissima! mia madre! mia madre, per carità, mia madre! Forse non è lontana di qui.... ho veduto i miei monti! Perchè lei mi fa patire? Mi faccia condurre in una chiesa. Pregherò per lei, tutta la mia vita. Cosa le costa dire una parola? Oh ecco! vedo che si move a compassione: dica una parola, la dica. Dio perdona tante cose, per un'opera di misericordia!»