—Oh perchè non è figlia d'uno di que' cani che m'hanno bandito!—pensava l'innominato:—d'uno di que' vili che mi vorrebbero morto! che ora godrei di questo suo strillare; e in vece....—
«Non iscacci una buona ispirazione!» proseguiva fervidamente Lucia, rianimata dal vedere una cert'aria d'esitazione nel viso e nel contegno del suo tiranno. «Se lei non mi fa questa carità, me la farà il Signore: mi farà morire, e per me sarà finita; ma lei!... Forse un giorno anche lei.... Ma no, no; pregherò sempre io il Signore che la preservi da ogni male. Cosa le costa dire una parola? Se provasse lei a patir queste pene...!»
«Via, fatevi coraggio,» interruppe l'innominato, con una dolcezza che fece strasecolar la vecchia. «V'ho fatto nessun male? V'ho minacciata?»
«Oh no! Vedo che lei ha buon cuore, e che sente pietà di questa povera creatura. Se lei volesse, potrebbe farmi paura più di tutti gli altri, potrebbe farmi morire; e in vece mi ha.... un po' allargato il cuore. Dio gliene renderà merito. Compisca l'opera di misericordia: mi liberi, mi liberi.»
«Domattina....»
«Oh mi liberi ora, subito....»
«Domattina ci rivedremo, vi dico. Via, intanto fatevi coraggio. Riposate. Dovete aver bisogno di mangiare. Ora ve ne porteranno.»
«No, no; io moio se alcuno entra qui: io moio. Mi conduca lei in chiesa.... que' passi Dio glieli conterà.»
«Verrà una donna a portarvi da mangiare,» disse l'innominato; e dettolo, rimase stupito anche lui che gli fosse venuto in mente un tal ripiego, e che gli fosse nato il bisogno di cercarne uno, per rassicurare una donnicciola.