Che ti val l'alto ingegno e l'aspra lima,
Primo signor de l'italo coturno?
Te, ad imparar come si faccia il verso,
De gl'itali Aristarchi il popol manda.
Mirabil mostro in su le ausonie scene
Or giganteggia. Al destro pie' si calza
L'alto coturno e l'umil socco al manco;
Quindi va zoppicando; informe al volto
Maschera mal s'adatta, ove sul ghigno
Grondan lagrime e sangue.
Che insano entusiasmo, allora, in quel principio di secolo, per simili sconcezze (ogni tempo ha le sue!)...
Allor che al denso
Spettatore ei si mostra, alzarsi ascolti
Di voci e palme un suon, che per le cave
Volte rumoreggiando, i lati fianchi
Scote al teatro e fa sostar per via
Maravigliato il passaggier notturno.
Il poeta, nauseato d'un simile schiamazzo, si chiude coi suoi pensieri e coi suoi libri, e medita.
Io, perchè de la plebe il grido insano
Non mi fieda l'orecchio, in questa cella
Mi chiudo, e meco i miei pensieri, e libri
Quanti coll'occhio annoverar tu possa.
Alessandro Manzoni a 20 anni.