È la veste[1140] del vedovo altar.
Cessan gl’inni e i misteri beati,
Tra[1141] cui scende, per mistica via,
Sotto l’ombra de’[1142] pani mutati,
L’ostia[1143] viva di pace e d’amor.
S’ode un carme: l’intento Isaia
Proferì[1144] questo sacro lamento,
In quel dì che un divino spavento
Gli affannava il fatidico cor.[1145]
Di chi parli, o Veggente di Giuda?