Però che quando su la Grecia inerte

Marte sfrenò le tartare cavalle

Depredatrici, e coronò la schiatta

Barbara d’Ottomano, allor l’Italia

Fu giardino alle Muse.

E non dimentica—e non l’avrebbe potuto!—Dante.

Un mirto

Che suo dall’alto Beatrice ammira,

Venerando splendeva: e dalla cima

Battea le penne un Genio disdegnoso,